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Con i primi lavori comunali e l’annuale ordinanza per la balneabilità prove di avvio della stagione estiva

Avviata la pulizia delle spiagge, prossima l'installazione delle passerelle e le corse di trasporto pubblico verso il lungomare Falcone Borsellino

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Mentre ieri sono iniziate le operazioni di pulizia delle spiagge lametine, che per i 3 mesi estivi saranno ad opera della Lamezia Multiservizi per un compenso di 33.000 euro (la stessa società in house attiverà anche la linea dedicata con il trasporto pubblico locale che potrebbe collegare così anche il centro città direttamente con il lungomare tra la Marinella e Cafarone), da via Perugini i prossimi passi dovrebbero essere quello del montaggio delle passerelle (comprate nuove in legno lo scorso anno per 20.000 euro), mentre più difficile è emersa essere la questione delle docce comunali, con la portata idrica non sufficiente che necessiterebbe di ulteriori lavori, né sembrano pronti i lavori per l’unico nuovo lido autorizzato dal bando vigente legato al piano spiaggia.

E mentre così ritornano cicliche le lamentele su come si presenta il mare, con cambio di colore e apparenza legato al mutare delle correnti e delle temperature nel corso della giornata, arriva anche l’annuale ordinanza per la stagione balnerare relativa a “qualità delle acque di balneazione e indicazione dei tratti di costa vietati alla balneazione”.

Dalle analisi Arpacal, che seguono i criteri ministeriali valutando il potenziale inquinamento e non fattori estetici, promossi i tratti costieri del lametino in cui sono stati effettuati i prelievi (Lido Marinella 1167 metri, Località Ginepri 1303 metri, Dir. Staz.FF.SS. San Pietro a Maida 1211 metri, La conchiglia 1436 metri, Costa dei Feaci 854 metri, 200 metri a sud fiume Amato 847 metri, 200 metri sud torrente Bagni 344 metri, Località Cafarone 1078 metri, 500 metri sud torrente Bagni 791 metri), mentre rimangono interdetti alla balneazione come da norma nazionale i consueti tratti:

  • per 200 metri a destra e sinistra dalle foci del fiume Amato, del torrente Bagni, del Turrina e del torrente Piscirò per ragioni igienico-sanitarie, legate a ciò che i fiumi possono trasportare;
  • per 100 metri a destra e sinistra rispetto alla struttura del Pontile dell’Area ex S.I.R stante il potenziale pericolo legato all’instabilità della struttura ;
  • 50 metri a destra e sinistra in località Ginepri in prossimità dello sbocco del canale aeroportuale per la presenza di materiale ferroso non emerso, appartenente ad un blocco di cemento presente sul fondale marino alla profondità di 1,90 metri.

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