Quali sono stati gli aumenti di spesa collegati alla maggiore Tari da riscuotere nel 2026
Revisione della contrattazione nazionale Ambiente, rendiconti Arrical più alti, non rispetto delle regole degli utenti dietro il rialzo delle tariffe
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L’approvazione del Piano Tecnico Economico (PTE) per il servizio di gestione dei rifiuti sul territorio comunale per l’anno 2026 è stato approvato dalla giunta Murone il 27 luglio, il piano tariffario collegato è arrivato in consiglio comunale direttamente ieri. Nei tre giorni di distanza nessuna presa di posizione da parte della politica locale, come nel mese precedente nessuno dello stesso insieme aveva denotato l’assenza di atti amministrativi su cui discutere in vista della scadenza del 31 luglio poiché si doveva parlare del rendiconto, del piano di riequilibrio, prima di Sacal o di qualsiasi altra cosa avrebbe generare engagement sui social con frasi ad effetto scritte in precedenza.
Tari 2026 in ritardo per l’approvazione entro fine mese ed in crescita nel costo da coprire
Si dovrebbe fare affidamento sugli atti amministrativi, ma il nuovo corso politico in via Perugini ha scelto la strada dell’arrivare a stretto giro se non oltre le scadenze, strategia che oltre ad indignare un’opposizione riunita dopo le spaccature iniziali, trova malcontento anche nella maggioranza che già dopo un anno si trova ad interrogarsi su chi detti la linea.
Oggi era il termine per approvare gli equilibri di bilancio in consiglio comunale, altra scadenza non rispettata (prima di ferragosto dovrebbe tenersi la seduta in cui evadere le pratiche in sospeso), mentre entro fino settembre ci sarà da approvare il bilancio consolidato (il confronto tra il rendiconto del Comune e quello di Lamezia Multiservizi e Lameziaeuropa, uniche due partecipate ad entrare nel perimetro calcolato, con buona pace di tutti gli esponenti politici che vedono Sacal come tema di dibattito ineluttabile). Due pratiche economiche che si andranno poi ad intrecciare con il piano di riequilibrio da approvare in consiglio comunale entro ottobre, mentre entro fine novembre si potranno effettuare variazioni di bilancio se necessarie.
Tutto ciò premesso, la Tari approvata ieri in consiglio comunale non è collegata alla visione più pessimista dei conti dell’attuale guida politica cittadina in virtù delle osservazioni della Corte dei Conti (32.000.561,52 euro di liquidità in cassa, sebbene per lo più vincolata, e solo 3 parametri deficitari sono la prima risposta a chi invoca lo spettro del dissesto come dietro la porta), ma è in aumento perché in salita sono i costi da dover onorare per il servizio rifiuti.
Le stime dei costi massimi Tari imputabili per i prossimi anni sono per altro anche in crescita: € 14.710401 nel 2027, € 15.710.708 nel 2028, € 16.779.036 nel 2029.
Niente “fare cassa”, come lamenta il populismo da tastiera, anche in virtù di quanto non incassato dagli utenti: 15.566.000 euro erano previsti nelle definizioni agevolate dal 2020 al 2024 (l’adesione scadrà tra meno di due settimane, la prima finestra al 3 luglio non ha previsto dati ufficiali pubblicati su quanti abbiano risposto), mentre tramite la società di riscossione dell’Agenzia delle Entrate per i tributi locali dal 2000 al 2023 c’erano da incassare 48.933.332,72 euro tenendo in conto anche di Imu e Tasi.
COSA SI PAGA IN PIU’
Il totale della Tari da riscuotere viene calcolato in base al totale delle spese da dover effettuare tra raccolta e trasporto dei rifiuti, spazzamento, gestione centro di raccolta.
Nella gestione dei rifiuti urbani rientrano così:
- costi operativi, intesi come somma dei costi operativi di gestione delle attività di spazzamento e di lavaggio, di raccolta e di trasporto di rifiuti urbani indifferenziati, di trattamento e di smaltimento, di raccolta e di trasporto delle frazioni differenziate, di trattamento e di recupero, di gestione delle tariffe e rapporti con gli utenti, nonché di oneri incentivanti il miglioramento delle prestazioni;
- costi d’uso del capitale, intesi come somma degli ammortamenti delle immobilizzazioni, degli accantonamenti ammessi al riconoscimento tariffario, della remunerazione del capitale investito netto riconosciuto e della remunerazione delle immobilizzazioni in corso;
- componenti a conguaglio relative ai costi delle annualità pregresse.
Calcolato il costo da coprire col gettito tariffario e la distinzione tra costi variabili e costi fissi, la normativa vigente in materia prevede che il Comune proceda alla determinazione dell’articolazione tariffaria in fasce di utenza domestica e non domestica: le fasce tariffarie delle utenze domestiche sono distinte in base al numero di componenti e alla superficie dell’unità immobiliare mentre le tariffe delle utenze non domestiche sono distinte per categorie di attività, secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 158/1999 e dal vigente Regolamento per la disciplina della tassa sui rifiuti.
Nella delibera di giunta lametina si precisa che «l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) ha definito i criteri di riconoscimento dei costi efficienti di esercizio e di investimento con la deliberazione 5 agosto 2025, n. 397/2025, approvando il nuovo Metodo Tariffario Rifiuti per il terzo periodo regolatorio 2026-2029 (MTR-3)», ed il totale dei costi di previsione rimodulati per l’anno 2026 per il servizio di gestione dei rifiuti è definito in € 13.306.963,21.
Il costo complessivo era di € 16.490.110,74 di cui:
- € 9.725.688,69 compresa IVA al 10% per spettanze alla Lamezia Multiservizi a copertura dei costi di gestione del servizio di igiene urbana
- € 40.195,58 per il Direttore dell’Esecuzione del Contratto,
- € 4.155.346,73 per oneri di gestione del servizio di trattamento/smaltimento dei rifiuti da trasferire ad Arrical 2026
- € 2.568.879,74 per incremento servizio Ato Cz/Arrical dal 2020 al 2024
- Sul totale della spesa sono da applicare però le seguenti compensazioni:
- € 2.450.864,21 quale contributo Regione Calabria royalties 2023-2024
- € 72.283,32 quale ulteriore contributo royalties da introitare 2020-2024 rispetto agli accertamenti già esistenti
- € 660.000 quale stimato contributo unico – royalties per l’annualità 2026 essendo sede di impianti pubblici e/o privati di trattamento/smaltimento utilizzati per il conferimento dei rifiuti, nella cui quantificazione rientrano gli importi armonizzazioni stabiliti dal Consiglio Direttivo d’Ambito di Arrical con deliberazione n. 8 del 30 gennaio 2025
Si è in aumento rispetto a quanto applicato lo scorso anno, quando ad ottobre si era “aggiustato” il conto totale a € 11.646.119,39 (in diminuzione rispetto ai €11.875.000 di settembre e €11.951.774,52 di maggio) dovendo affrontare anche un mancato atto amministrativo nei termini previsti per la definizione delle tariffe, ma con un aggravio maggiore sul bilancio per via di maggiori esenzioni concesse (nel 2026 a gravare sulla fiscalità generale del bilancio sono iscritti €315.000 divisi tra: residenti fuori regione € 17.860,83; iscritto Aire € 8.258,94; pensionati € 109.153,28; invalidità Legge 104/92 € 205.502,34; famiglia numerosa € 344,38).
Tra gli aumenti dei costi a partire dal 2026 figurano l’incremento del costo del lavoro per il rinnovo CCNL ambiente (aumenti in busta paga previsti anche per gli operatori della Lamezia Multiservizi quindi), con un maggior onere economico nell’annualità 2026 di 330.000 euro e di 540.000 nell’annualità 2027. Ieri nessuno ha invitato a discutere della cosa esponenti della Multiservizi (che sia stato il consiglio di amministrazione nominato dal sindaco, o i vertici degli uffici con cui più di sovente si ci confronta).
Tenuto conto che il Comune di Lamezia Terme per le ultime annualità rispetto alle quali ha ricevuto consuntivo da parte di Arrical (2023 e 2024) ha registrato incrementi di spesa del servizio lato Arrical per un totale di 2.550.684,90 euro, di cui 641.240,89 per l’annualità 2023 ed 1.909.444,01 per l’annualità 2024, per l’annualità 2025 si ritiene che sia molto probabile un incremento, rispetto al previsionale pari ad euro 3.479.582,98 euro, anche per la suddetta annualità di pari importo, e pertanto pari a 1.850.000 euro circa. Una serie di cifre dietro cui si trovano anche le bonifiche non preventivate di discariche lungo il territorio, o il mancato adempimento del regolamento comunale su come fare la raccolta differenziata porta a porta da parte degli utenti: basta quotidianamente osservare come non sia rispettato in modo pedissequo l’uso dei mastelli e carrellati consegnati dalla Lamezia Multiservizi (l’uso di buste in modo incondizionato aumenta il costo di conferimento in impianto, mentre di norma sarebbe previsto solo l’uso di buste trasparenti per l’indifferenziato, di compostabili per l’organico, con le altre tipologie direttamente nel contenitore senza busta). Una “pigrizia” che poi si paga ex post.
I RINCARI REALI
Al netto del 5% di Tefa, la tariffa riservata alla Provincia che viene calcolata successivamente, l’incremento medio 2026 rispetto al 2025 si aggira intorno al 6,2% per le 38.864 utenze domestiche (le seconde case salgono del 64,3%), con a salire l’aliquota da calcolare in base ai metri quadrati, mentre a scendere è quella sul fisso da pagare in base al numero di componenti della famiglia residente.
Le stime per un immobile di 110 mq in base al numero di componenti (zero indica le seconde case) indicano aumenti di:
- 0 €37,52
- 1 €12,8
- 2 €17,1
- 3 €16,83
- 4 €16,43
- 5 €25,69
- 6 €33,38

Per le 4.110 utenze non domestiche nel 2026 risulta un incremento di circa il 17% rispetto all’anno precedente, ma contrariamente a quanto sostenuto ieri in consiglio comunale le aliquote calcolate in virtù dei metri quadrati occupati dall’attività sono già diversificate in base alla categoria di impresa e la presunta differente tipologia di rifiuti prodotti.

Il gettito tariffario previsto per il 2026 suddiviso tra utenze domestiche e non domestiche, e tra parte fissa e parte variabile, è il seguente:
- quota fissa utenze domestiche 2.793.661,21
- quota variabile utenze domestiche 6.802.840,78
- quota fissa utenze non domestiche 1.375.982,39
- quota variabile utenze non domestiche 2.477.978,84







