Doppia spesa tra digitale ed analogica anche per la Tari 2026 in via Perugini

Si stanziano 36.600 euro, di cui 30.000 alla ditta Dat Srl di Agrigento, tra 15.000 notifiche nazionali e 5.000 estere

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Anche per il 2026 l’amministrazione comunale lametina decide di non passare totalmente alle notifiche digitali per la Tari, strada che già esiste e che sarebbe dovuta essere avviata dal 2005, ma spendere fondi sia per il doppio invio.

Si stanziano 36.600 euro, di cui 30.000 alla ditta Dat Srl di Agrigento, il cui appalto consisterà in:

  • procedure di start up e normalizzazione dei flussi;
  • elaborazione dati, layout composition di bollette o avvisi di accertamento;
  • preparazione dei documento in un formato idoneo alla postalizzazione;
  • rimozione dei dati non validi. Uniformazione ad uno schema standard conforme ai requisiti tecnici;
  • generazione file output conforme per il sistema di analisi per ulteriori verifiche e validazioni;
  • gestione dei duplicati: rilevamento dei duplicati basato su un id univoco;
  • creazione pdf conforme alla postalizzazione con spazio mittente e destinatario allineato alle finestre della busta c6 formato 11×23 a due finestre;
  • crittografia dei dati durante l’invio e la ricezione conformi al gdpr;
  • validazione del progetto finale e test funzionali;
  • stampa del 1° foglio fronte o fronte\retro in formato a4 e imbustamento in busta c6 formato 11×23 a due finestre;
  • stampa fronte o fronte\retro fogli aggiuntivi;
  • postalizzazione e recapito 21-50 gr. (da 4 a 9 fogli) cap coperti (circa 15.000 avvisi);
  • postalizzazione poste italiane – 21-50 gr. (da 4 a 9 fogli) – tariffa nazionale in eu e estero (circa 5.000 avvisi).

Solo un anno fa in campagna elettorale tutte le liste erano a favore della digitalizzazione, passato il voto si torna ad amare l’analogico per difendere presunti interessi di chi non si è uniformato a standard nazionali.

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