“Città culturale e digitale”, 650.000 euro destinati alla coprogettazione di 2.000.000 euro sui Pn Metro
Secondo il Comune "l'inclusione sociale, la digital transformation possono fungere da catalizzatori per lo sviluppo urbano, fornendo nuove opportunità occupazionali, promuovendo la cultura e incoraggiando la creatività imprenditoriale tra i giovani"
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Avviso pubblico finalizzato all’individuazione di un Ente del Terzo Settore, in forma singola o associata, con cui definire, a seguito di co-progettazione esecutiva, la gestione dei servizi previsti dal progetto Lam5.4.8.1.A – “Città culturale e digitale” finanziato dal Programma Nazionale “Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027” Fse+. Termine per presentare le domande il 2 ottobre, anche se esiste già un insieme di associazioni che erano state individuate per fare proposte e gestirle.
L’importo complessivo è pari a €2.000.000, di cui 650.000 destinati alle attività da realizzare in co-progettazione con Enti del Terzo Settore, per finanziare attività da completare entro fine 2028. Nello specifico si sostiene che «il programma Pon Metro Plus del Comune di Lamezia Terme può lavorare con fiducia sui temi dello sviluppo urbano, dell’inclusione sociale, del coinvolgimento della popolazione giovanile e della comunità dei turisti poiché da alcuni anni si registra un nuovo e vivo interesse per la Calabria, in termini di attrattività. Molti giovani studenti e lavoratori emigrati, dopo la pandemia hanno deciso di fare rientro nella propria regione, avviando iniziative nei settori dell’agricoltura, dell’enogastronomia, dei servizi digitali e tecnologici, sociosanitari, dell’accoglienza. I giovani rientrano con idee nuove, con spirito contemporaneo, con una inedita capacità di aggregare altri giovani, interpretando le tecnologie digitali come fattori abilitanti la promozione del territorio, la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale, dei beni rurali, delle imprese di famiglia, etc.. Il digitale aiuta i giovani residenti a connettersi con altri territori, a sentirsi parte del mondo, a collegare la Calabria con comunità lontane di turisti, viaggiatori, nomadi digitali».
Secondo il Comune «l’inclusione sociale, la digital transformation possono fungere da catalizzatori per lo sviluppo urbano, fornendo nuove opportunità occupazionali, promuovendo la cultura e incoraggiando la creatività imprenditoriale tra i giovani, in una simbiosi sempre più stretta tra virtuale e reale, in particolare può favorire:
- la creazione di servizi culturali accessibili;
- il recupero ed il riuso di immobili inutilizzati;
- la riqualificazione di aree e parchi offrendo servizi culturali e spazi di aggregazione per tutti;
- l’accesso globale alle risorse culturali e creative locali;
- l’apprendimento online, acquisendo competenze nelle industrie culturali e creative senza doversi spostare fisicamente in luoghi e città più centrali;
- la realtà virtuale immersiva come strumento neuropsicologico per promuovere l’educazione sociale e il contrasto alle mafie;
- lo sviluppo di cluster creativi locali, incoraggiando la collaborazione tra artisti, designer, sviluppatori e imprenditori locali, generando nuove opportunità occupazionali;
- la promozione del turismo culturale digitale attraverso esperienze virtuali, app e contenuti multimediali, ciò può attirare visitatori da altre città, stimolando l’economia locale;
- lo sviluppo di piattaforme digitali per la distribuzione e fruizione di contenuti culturali e creativi prodotti localmente;
- l’incentivazione della creatività imprenditoriale, incoraggiando l’imprenditorialità tra i giovani;
- la creazione di reti collaborative e co-creative a distanza, coinvolgendo giovani creativi, talenti e imprenditori di altre città e paesi su scala europea e internazionale;
- la fruibilità del patrimonio e della rete di beni culturali per tutti, senza barriere».
Spazio Aperto Giovani aggiornato nelle strumentazioni ma ancora chiuso
Nella stessa città in cui da almeno un lustro non si è stati capaci, dopo aver pagato l’acquisto delle attrezzature, di fare un bando di gestione per lo “spazio aperto giovani”, ed altri beni comunali dopo gli atti di affidamento sono rimasti in un limbo gestione senza aprire (vedi casa dei vini o museo del fumetto), si immagina di avere la cabina di regia nell’ex cinema Grandinetti (il cui recupero è un’altra linea di finanziamento del Pn Metro) e di poter usare anche anche beni comunali (il secondo piano del Complesso di San Domenico e l’ex hub vaccinale, ad oggi concessi per l’uso solo ad una cerchia di associazioni), con l’obiettievo di dialogare con il Complesso Monumentale di San Domenico, il Teatro Umberto, gli immobili di via Garibaldi, gli altri potenziali attrattori culturali presenti in città non tutti pronti all’uso (Castello Normanno Svevo, Palazzo Nicotera, Museo Archeologico, Casa del Libro Antico, Teatro Grandinetti, Teatro Costabile, Palazzo Blasco, l’Abbazia Benedettina, il parco archeologico di Terina e il Bastione di Malta) per supportare la nascita e lo sviluppo di start-up nel settore culturale, creativo e turistico, e creare spazi di co-working, residenze artistiche.
Non possono mancare poi evergreen già presenti in stabili pubblici da anni come laboratori sulla legalità, l’inclusione di disabili, laboratori teatrali, e remix di claim come i talk, le piattaforme turistiche, gallerie digitali, stanze immersive, gaming house, area fitness.







