L’afide e la formica, uno spot di integrazione per Lamezia Terme e la Calabria da parte di Beppe Fiorello

Sulla prima proiezione però i tempi non sono certi

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In fase di chiusura le riprese de “L’afide e la formica” a Lamezia Terme (prevista ancora una settimana), un mese di lavoro nel lametino per l’opera prima del regista Mario Vitale che ha avuto come nomi più famosi quelli degli attori Beppe Fiorello e Valentina Lodovini.

Il regista lametino si è trovato ad ambientare il proprio primo lungometraggio nella natia Lamezia Terme, con una storia di integrazione (l’insegnante di educazione fisica che riprende la passione della corsa per diventare maestro di una ragazza che viene da una famiglia marocchina residente in Calabria) dovendo fronteggiare anche imprevisti come quelli del maltempo ed il ritorno dell’aumento di casi Covid-19 nella città della piana (per quanto circoscritti in poche famiglie), facendosi anche “perdonare” dai concittadini per le chiusure del traffico cittadino nei giorni dei ciak.

Nella conferenza stampa di chiusura il regista lametino reputa che «non è facile raccontare a parole la genesi della storia. Mi interessava questo incontro tra il professore e l’allieva, la Calabria classica e quella più moderna fatta di nuovi italiani di origini straniere. Ho cercato di andare a scavare nell’incontro tra due personaggi così diversi tra loro, raccontando per immagini la fine di un pregiudizio».

Sul piano più personale Vitale trattiene la commozione nel ringraziare «tutta la città, ma anche i vicoli più piccoli. Abbiamo avuto le signore che ci hanno aperto letteralmente le proprie case per girare, ci hanno ringraziato per le riprese effettuate e si sono messi tutti a disposizione».

Fiorello reputa che «ho avuto la fortuna di trovare una storia bella e scritta bene; un giovane regista affiancato da sceneggiatori e produzione organizzati e presenti; anche la pazienza di accettare alcuni miei punti di vista». Sulla distribuzione l’attore non nasconde che «il film è destinato al cinema, dovremmo capire quale sarà il destino ed il futuro degli spettacoli sul grande schermo, ma più in generale di tutto l’indotto ed il lavoro che gira attorno alle produzioni cinematografiche».

L’auspicio è che «come la Sicilia ha creato percorsi turistici cavalcando l’onda delle serie su Montalbano, anche la Calabria possa percorrere la stessa strada viste le diverse produzioni che si stanno tenendo in regione. Io sono rimasto affascinato dalla vegetazione del Reventino, ma tutta la regione è bella», spendendosi così in una sorta di spot non finanziato (quello commissionato a Muccino dalla Regione con 1 milione di euro nessuno ha ancora avuto il piacere di conoscere), portandosi a casa come immagine «il panorama che dal monte si ha nel passare dal centro storico di Nicastro alla parte più moderna fino al mare».

La protagonista Cristina Parku ammette che «ancora non mi sono fermata a ragionare su tutto quanto sta succedendo, torno in Calabria essendo originaria di Reggio Calabria, e mi sono trovata a recitare accanto a Fiorello, che da piccola vedevo in televisione».

Ringraziamenti anche dalla produzione ad opera di Luca Marino, nonché dall’amministrazione comunale, con il sindaco Paolo Mascaro a rimarcare come «davanti ad una produzione di questo livello non si poteva non dare la piena disponibilità logistica ed istituzionale, il film sarà un’immagine stupenda della città di Lamezia Terme ed un passo in avanti per iniziare ad allontanare il marchio di terra di criminalità».

Il titolo provvisorio lo scorso anno era “inossidabile cuore”, divenuto poi “l’afide e la formica”, un cambio in corso d’opera definito come prassi, spiegato per dare «un miglior senso della simbiosi che in natura esiste, riproposta tra professore ed allieva, e torna come battuta del film, ed è stato suggerito dallo stesso Fiorello» chiarisce Vitale.

Sulla prima proiezione però i tempi non sono certi, distinguendo come finita la fase di ripresa ci sarà tutta la post produzione, la promozione ed il passaggio nei circuiti nazionali ed internazionali, come i festival, attualmente arginati per quanto riguarda il pericolo Covid.

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