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“La Calabria, senza i supporti regionali necessari, non ha i numeri per i più grandi e costosi eventi”

Il promoter Ruggero Pegna analizza il 2020 con i risvolti della pandemia sul settore live music

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«Quello che si avvia alla conclusione è stato un anno drammatico per molti settori, ma quello che certamente ha subito più danni è certamente il comparto dello spettacolo dal vivo», afferma Ruggero Pegna, socio-fondatore di Assomusica, già membro della Consulta Ministeriale della Spettacolo, con in curriculum 35 anni di grandi eventi, tra cui i concerti calabresi delle maggiori star nazionali e internazionali da Sting a Elton John, le grandi produzioni televisive dalla Calabria, l’ideazione di numerosi festival come Fatti di Musica, il Calabria Fest Tutta Italiana, Mediterraneo in Festa, il Reggio Live Festival.

«La pandemia – dice Pegna – ha azzerato i fatturati delle nostre imprese, con danni enormi per gli operatori professionali e per tutto l’indotto, anche a livello occupazionale e commerciale: operai, tecnici, fornitori di ogni tipo, strutture ricettive, ecc. Poi, a noi che amiamo questo lavoro, e soprattutto al pubblico, sono mancati i grandi live, momenti unici di aggregazione festosa, di scambio di emozioni, di autentica gioia collettiva. I ristori governativi sono stati utili, ma non possono certo bilanciare le ingenti perdite subite».

In Calabria poi il quadro è ancora più complicato spiega il promoter: «in realtà, seppure con grande ritardo, in parte dovuto alle elezioni di gennaio, i bandi per grandi eventi storicizzati sono stati pubblicati a luglio, ma la graduatoria prevista per fine agosto non è mai arrivata. Tant’è che alcuni abbiamo realizzato in tutto o in parte i festival già vincitori delle precedenti edizioni. Ciò ha prodotto ulteriori danni. Il piccolo sostegno dato ai lavoratori dello spettacolo, certamente utile, ora deve essere accompagnato da quello a chi lo produce. Con la fine delle imprese, dopo la pandemia, chi produrrà eventi e lavoro? Il danno occupazionale e, oltretutto, di produzione culturale, intrattenimento, promozione, in Calabria sarebbe enorme. In una regione difficile come questa e in un settore rischioso e complesso, è stato un miracolo di volontà e ostinazione costruire alcune straordinarie realtà, competitive anche a livello nazionale».

Pegna ricorda così come Fatti di Musica «tra gennaio e febbraio ha presentato Mika a Reggio Calabria, i Negrita a Rende, il musical We will rock you a Cosenza e l’Opera la Divina Commedia a Catanzaro. Quattro splendidi successi, con migliaia di studenti anche ai matinee della Divina Commedia. Poi, ad agosto, seppure con limiti di capienza sono riuscito ad organizzare i concerti di Vinicio Capossela e Renzo Arbore con l’Orchestra Italiana a Diamante. Dovevano essere le serate di apertura dei 10 live da premiare a Cosenza ad inizio settembre, come da format del mio festival, ma il bando regionale a sostegno delle serate ad ingresso libero si è imprevedibilmente fermato, con la sostituzione della Commissione esaminatrice per irregolarità e, ad oggi, non se ne sa nulla. Poi, il nuovo blocco. Stiamo tutti aspettando l’evolversi delle cose».

A fine estate poi il Calabria Fest Tutta Italiana, trasmesso da Rai Radio Tutta Italiana: «dopo aver temuto che saltasse, con l’Associazione Art-Music&Co di Giusy Leone e Gianmaurizio Foderaro della Rai abbiamo realizzato anche questa edizione su Corso Numistrano di Lamezia Terme, location spettacolare. Ovviamente i limiti del dpcm anti Covid hanno impedito che si potesse realizzare a ingresso libero, con migliaia di persone come al solito. Solo 1000 sedie e biglietto di 5 euro per evitare assembramenti. In compenso abbiamo avuto centinaia di migliaia di spettatori in streaming grazie a Rai Play. E’ un festival di prestigio dedicato ai giovani talenti, una grande realtà che proietta la Calabria in tutto il mondo, sarebbe stato un peccato fermarlo».

Sul futuro però rimangono più nubi: «trovo incomprensibile che si tengano chiusi i teatri. Sono i luoghi dove è più semplice rispettare ogni prescrizione. Non sono luoghi di movida, ma spazi di Cultura, con posti a sedere facili da gestire. Organizzare e ottemperare ad ogni tipo di normativa, a garanzia dell’incolumità di pubblico e lavoratori, è di per sé il nostro lavoro. Il futuro ci sarà se arriveranno i supporti regionali necessari. La Calabria, altrimenti, non ha i numeri per i più grandi e costosi eventi».

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