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Strascichi legali per l’attribuzione del Marchio regionale Grandi Eventi Calabresi tra esclusioni e revoche

Nuove denunce da Ruggero Pegna, promoter e autore, ideatore e direttore artistico-organizzativo di numerosi eventi

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«L’Avviso pubblico di selezione per l’attribuzione del Marchio regionale Grandi Eventi Calabresi e per la concessione di un sostegno economico annualità 2020, bandito lo scorso luglio dalla Regione Calabria, è diventato una farsa dai toni grotteschi e, se non ci fossero di mezzo lavoro e sacrifici di anni, perfino esilaranti. Come per lo spot di Muccino e altre opache operazioni, è un’altra vergogna di cui deve occuparsi la magistratura», sostiene Ruggero Pegna, promoter e autore, ideatore e direttore artistico-organizzativo di numerosi eventi, tra cui appunto Fatti di Musica, lo storico festival-premio del live d’autore giunto alla 35esima edizione.

«La storia di questo bando è a dir poco allucinante, a cominciare dal ritardo nella graduatoria prevista dall’Avviso entro fine agosto dello scorso anno, ma arrivata in versione provvisoria solo lo scorso 1 aprile e in quella definitiva lo scorso 28 maggio, nonostante le decine di ricorsi di quasi tutti i partecipanti per varie ragioni», prosegue Pegna, reputando «soprendente, altresì, il silenzio del presidente facente funzione, malgrado i continui appelli delle principali associazioni di categoria e dei maggiori promoter, allarmati dell’opaca gestione di un Avviso importante per l’intero comparto, peraltro in un anno difficile per il settore. Gestione opaca emersa subito, con un testo dell’Avviso pieno di autentiche assurdità e l’annullamento, a settembre, della prima graduatoria per irregolarità mai spiegate, con sostituzione della Commissione e, perfino, del Direttore Generale del Dipartimento, fino alla nomina di una nuova commissione con figure esperte in dissesti idrogeolici e sismici, problemi ambientali ed ecologici, piste ciclabili e robe del genere».

Il promoter porta ad esempio il proprio caso: «la riammissione del mio festival Fatti di Musica, dopo il ricorso del mio legale Tiziano Lio, conferma che la documentazione non fosse stata nemmeno esaminata o capita, visto che le precedenti rendicontazioni erano state tutte approvate dallo stesso Assessorato. Questa evidenziata e, oramai, certificata incompetenza, ratificata anche da questa riammissione, inficia completamente la credibilità di una graduatoria priva di qualsiasi criterio oggettivo, basata sul giudizio di figure manifestamente incompetenti in materia o in malafede, che hanno attribuito punti in modo discrezionale, arbitrario, insensato, quasi provocatorio, in contrasto con la realtà del settore, con i curriculum dei direttori artistici e con la storia stessa dei Festival storicizzati, peraltro già valutata e decretata dagli stessi bandi degli anni precedenti».

Altro aspetto contestato è poi «l’esclusione dei soggetti ammessi che non hanno effettuato il Festival entro il 31 dicembre 2020. E’ evidente che si tratta di un gravissimo abbaglio, in quanto la certezza del contributo di 300.000 euro, arrivata solo ora e per esclusivo loro grave ritardo, era condizione necessaria e imprescindibile per poter effettuare gli eventi. Mai vista una cosa simile in 35 anni di attività: una graduatoria annullata e sparita, la definitiva arrivata con un anno di ritardo, progetti esclusi e poi riammessi, progetti ammessi e non finanziati per esaurimento fondi, graduatoria surreale con punteggi a caso e, infine, la pretesa che eventi da 500.000 euro di costi si fossero svolti entro il 31 dicembre 2020 senza conoscere l’esito delll’Avviso e con i divieti Covid».

Si reputa che «un bando Marchio Grandi Eventi che, per un motivo o l’altro, esclude Ama Calabria che rappresenta la Musica Classica, il Peperoncino Jazz Festival il jazz, la mia Fatti di Musica, l’oscar della musica d’autore e pop con cui da 35 anni porto in Calabria i più grandi eventi, da Sting a Elton John, a tutti i più celebri, è autodenuncia di incompetenza e irregolarità, un’offesa alla stessa Calabria».

Per tali ragioni «convinto che, una volta per tutte, si debba sgomberare il campo da qualsiasi gestione approssimativa e oscura di un comparto fondamentale per questa regione, quale Cultura e Grandi Eventi, come tutti gli altri illegittimamente esclusi ho dato incarico al mio legale di procedere con ogni denuncia tesa a fare chiarezza sia sull’attribuzione dei punteggi, sia sull’intera assurda e inaccettabile gestione di questo Avviso. Chi ha costruito la storia del grande spettacolo dal vivo in Calabria, non meritava di assistere a questa indecorosa e vergognosa commedia»

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