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L’annuale assemblea Aiam conferma presidente Francescantonio Pollice per il prossimo triennio

Dal 2014 ad oggi la presidenza di Pollice ha infatti portato da 60 a 168 gli associati di Aiam

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Aperta dal saluto del Ministro Dario Franceschini e del Direttore Antonio Parente, alla presenza del Presidente di Agis Carlo Fontana, del Presidente di Federvivo Filippo Fonsatti, del Presidente della Federazione Internazionale dei Concorsi di Ginevra Peter Paul Kainrath e dell’editore Filippo Michelangeli si è tenuta a Roma l’assemblea annuale dell’Aiam, associazione che riunisce 168 fra le principali istituzioni musicali italiane. Per acclamazione l’assemblea ha confermato Presidente Francescantonio Pollice anche per il prossimo triennio e ratificato l’ingresso in Aiam di nuovi soci.

Per Pollice «senza tema di smentita siamo il primo motore di divulgazione e formazione della cultura musicale nel paese per giovani e anziani residenti nei grandi centri urbani come nelle periferie. Il pubblico formato e fidelizzato dall’insieme delle nostre attività, realizzate da associazioni alcune delle quali contano oltre un secolo di storia, è la vera base sociale da cui attingono sistematicamente utenti non solo le grandi fondazioni lirico-sinfoniche e i teatri di tradizione, ma anche i canali televisivi e radiofonici dedicati alla cultura. In molte aree italiane un’Associazione Aiam rappresenta spesso l’unica offerta culturale in territori in cui non esistono né teatri né orchestre. Ancora Aiam costituisce la prima occasione di lavoro retribuito per i giovani musicisti nel proprio territorio che così fanno esperienza e si creano il curriculum necessario per inserirsi nel sistema musicale globale».

Sempre per acclamazione sono stati eletti al Consiglio direttivo Claudio Barracchia, Barbara Boganini, Anna Calabro, Massimo Coccia, Gianpaolo Doro, Federico Pupo, Tommaso Rossi e al Collegio dei Revisori Lucio Fumo, Maddalena da Lisca, Michele Lai, Maria Gabriella Orlando, Ettore Borri.

Dal 2014 ad oggi la presidenza di Pollice ha infatti portato da 60 a 168 gli associati di Aiam, trasformandola davvero nella voce comune della più capillare divulgazione e promozione musicale italiana: i 168 soci di oggi, equamente distribuiti fra Nord Ovest (39), Nord Est (37), Centro (30), Sud (41) e Isole (21), coprono con il loro lavoro 778 comuni d’Italia di cui 87 capoluoghi di provincia e su 107 tra province, città metropolitane e liberi consorzi, Aiam è presente su 103 enti territoriali per un bacino d’utenza di oltre 57.146.123 abitanti pari al 96% della popolazione italiana. Nel 2019, cioé l’ultimo pre-pandemia, i 168 soci dell’ Aiam hanno realizzato 8252 concerti pari al 38,5% del totale dei concerti Classici e Jazz censiti dalla Siae con una presenza di pubblico pagante di 2.121.236 pari al 56 % del totale degli spettatori censiti dalla Siae Classici e Jazz.

Dal punto di vista economico le entrate Fus per i soci Aiam superano i 13 milioni e mezzo di euro e gli oneri contributivi e le imposte pagate sono circa l’88% del Fus percepito: quindi per € 1 che i Soci Aiam ricevono dallo Stato, essi versano per contributi e imposte, iva esclusa, € 0,88. Aiam rappresenta dunque un complesso di associazioni con un’alta produttività delle risorse pubbliche. I contributi Fus sono il 23% delle entrate complessive: una percentuale molto al disotto dei bilanci di altre categorie musicali e sia il contributo Fus per spettatore che gli incassi da biglietteria per spettatore sono tra i dati più positivi di tutta l’organizzazione musicale italiana.

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