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SCUOLA E UNIVERSITA'

Giornata di formazione sulla Shoah oggi al liceo scientifico

Francesco Maria Feltri, esperto di antisemitismo e della Shoah, ha tenuto dalle 15,15 un corso di aggiornamento per docenti di vari istituti del territorio di Lamezia Terme, dopo essersi intrattenuto nella mattinata con gli studenti.

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Mercoledì 10 Gennaio 2018 - 21:10

Il 27 gennaio sarà celebrata la giornata della memoria istituita con una legge del 2000. Per illustrare la Shoah alla luce degli studi recenti Francesco Maria Feltri, esperto di antisemitismo e della Shoah, oggi al liceo scientifico ha tenuto dalle 15,15 un corso di aggiornamento per docenti di vari istituti del territorio di Lamezia Terme, dopo essersi intrattenuto nella mattinata con gli studenti.

L’incontro introdotto dalla Dirigente scolastica Teresa Goffredo è stato moderato in mattinata dalla docente di filosofia e storia Miriam Rocca e nel pomeriggio da Dora Anna Rocca, docente e giornalista, ed ha avuto lo scopo di far comprendere dal punto di vista didattico alcune importanti verità storiche.
La Shoah deve essere celebrata in memoria di tutti gli Ebrei: uccisi nei campi di concentramento, di sterminio, ed in seguito a fucilazioni di massa. Il negazionismo va contrastato con le prove documentali che esistono e sono inconfutabili scientificamente. Esistono differenze procedurali tra i processi di Norimberga, di Francoforte ed il processo di Geusalemme ad Otto Adolf Eichmann.   Sui luoghi della memoria c'è ancora molto da scoprire. Queste solo alcune delle questioni affrontate da Feltri. Dopo i saluti della Dirigente l’esperto ha portato avanti anche rispondendo ad alcuni quesiti della moderatrice, alcune tesi supportate da nuove prove documentali.
Ad esempio ha raccontato come Patrick Desbois, sacerdote francese settanta anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, per investigare sull’uccisione di 15.000 ebrei e sul destino di suo nonno, Claudius Desbois, membro della resistenza francese, prigioniero di guerra in un campo nazista, si recò nella città Ucraina di Rava Ruska, vicino al confine con la Polonia dove ha ascoltato anziani che all'epoca avevano dai 10 ai 15 anni di età e che assistettero a quei dolorosi stermini. Grazie alle testimonianze rese Desbois rilevò le reali dimensioni dei pogrom nazisti in Ucraina. Potrebbero essere 6.000, in tutto, le fosse comuni con i cadaveri delle vittime del cosiddetto “Olocausto dei proiettili”, dunque non uccise con le camere a gas nei campi di concentramento ma con armi da fuoco. Si stima che le truppe di Hitler abbiano ucciso più di un milione di ebrei durante l’occupazione dell’Ucraina. Secondo Feltri inoltre per decenni, la cifra di 3-4 milioni di vittime uccise ad Auschwitz non venne messa in discussione, soprattutto in Polonia e nel resto dell’Europa comunista. Nel 1993, la questione fu riaperta da Franciszek Piper ricercatore del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau, secondo il quale ad Auschwitz arrivarono circa 1 300 000 deportati (dato che si ottiene sommando i 900 000 individui inviati subito ai crematori, senza alcuna registrazione, con le 400 207 immatricolazioni note). Tra i soggetti registrati, Piper documenta 83 000 decessi, attestati da appositi certificati di morte redatti dall’amministrazione; sicuramente, di numerose morti tra gli internati non fu presa alcuna nota.
Secondo Piper, i decessi complessivi furono circa un milione (900 000 col gas, 100 000 tra i prigionieri).  Jean-Claude Pressac ha abbassato ulteriormente questa stima, sostenendo che i 438 000 ebrei deportati dall’Ungheria tra il maggio e il luglio 1944 non approdarono tutti ad Auschwitz. Secondo Pressac, ad Auschwitz giunsero solo 53 convogli (di 3000 deportati ciascuno), il che abbasserebbe a 470-550 000 le esecuzioni col gas ad Auschwitz. Calcolando anche i detenuti (ebrei e non ebrei) deceduti all’interno del lager, gli zingari e i prigionieri di guerra sovietici, secondo Pressac le morti furono complessivamente da 631 000 a 711 000. Feltri ha citato tra le altre cose i lavori di Hannah Arendt come La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme. Martin Gilbert con il suo atlante sulla storia degli Ebrei. Zygmunt Bauman e la critica al negazionismo. Ha parlato inoltre del caos amministrativo esistente nel terzo Reich in cui erano almeno due i decisori politici e non sempre concordi. Tanti gli argomenti che fanno comprendere come lo studio sulla questione sia ancora un campo aperto.




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