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POLITICA

«Le regole sull’agibilità degli impianti sportivi devono valere a Lamezia, come a Catanzaro, a Soverato»

Intervento di Rosario Piccioni, assessore allo sport e lavori pubblici durante la seconda amministrazione Speranza

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Giovedì 11 Gennaio 2018 - 15:18

«Com'è possibile chiudere al pubblico lo stadio D'Ippolito, che è bene ricordarlo appena 4 anni fa ha avuto l'agibilità proprio dalla commissione provinciale per i pubblici spettacoli ed è stato sede di partite di Lega Pro, e il Gianni Renda, oggetto di recenti importantissimi lavori di restyling, e allo stesso tempo tenere aperti al pubblico campi sportivi tanto nelle altre città quanto nei paesi della provincia che risultano evidentemente privi dei minimi requisiti di sicurezza?» A chiederselo è Rosario Piccioni, assessore allo sport e lavori pubblici durante la seconda amministrazione Speranza, commentando la scelta della terna commissariale lametina di chiudere al pubblico gran parte degli impianti sportivi cittadini (esenti al momento Riga e piscina comunale) per la mancanza di certificato prevenzione antincendio.
Nell'attuale clima di polemiche secondo Piccioni «lo scontro non porta a nessun risultato, soprattutto di fronte a organismi istituzionali che – non dimentichiamocelo – sono stati inviati qui a seguito dello scioglimento di un’amministrazione per infiltrazioni mafiose e, quindi, per ripristinare un quadro di legalità e trasparenza amministrativa. Tuttavia, come abbiamo già avuto modo di far presente alla commissione straordinaria nel corso dell’incontro avuto nei giorni scorsi con una delegazione del movimento “Lamezia insieme”, c’è una questione  per noi dirimente: le regole devono valere per tutti nell'ottica dell'equità. Le regole sull’agibilità degli impianti sportivi devono valere a Lamezia, come a Catanzaro, a Soverato».
Se non fosse che la terna commissariale decide solo su Lamezia, mentre negli altri comuni i sindaci eletti possono prendersi la responsabilità di tenere gli impianti aperti sperando non accada mai nulla, e nel frattempo correre ai ripari, come già avvenuto al Palasparti dopo la segnalazione di marzo della Prefettura, lavori però non registrati e comunicati dagli uffici tecnici comunali nè rilevati dalla commissione provinciale dei vigili del fuoco.
Gi.Ga.




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