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CRONACA

Zona Franca, droga commercializzata e consumata anche a poca distanza dalla stazione dei carabinieri a Pianopoli

Ma anche una coppia di coniugi dedita allo spaccio che non gradisce le interferenze delle forze dell'ordine, un omicidio pianificato ma non effettuato, un'intimidazione contro la stazione dei carabinieri, armi a disposizione

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Giovedì 17 Maggio 2018 - 22:0

Una coppia di coniugi dedita allo spaccio che non gradisce le interferenze delle forze dell'ordine, un omicidio pianificato ma non effettuato, un'intimidazione contro la stazione dei carabinieri, armi a disposizione: la zona di Pianopoli e comuni limitrofi rivela anche un lato oscuro all'interno dei documenti dell'operazione Zona Franca. Tra questi un “libro mastro” dello spaccio su cui erano riportati i nomi dei collaboratori descritti tramite le relative caratteristiche e capacità (tipo di droga, zone di commercio, se armati o meno, propria organizzazione), ma anche quelli dei clienti ed i conti del traffico illecito. Il testo è stato trovato dai carabinieri il 9 giugno 2017 a casa di Naiden Fiorenza e Clara Notarianni, marito e moglie sulle cui tracce gli uomini dell'Arma di Pianopoli erano già da diversi mesi. In una seconda perquisizione, avvenuta una settimana dopo la prima, sono stati poi ritrovati nel sottotetto di casa altri fogli del “libro mastro”, ma anche marijuana, un bilancino di precisione, cartucce e due bossoli per fucile e pistola già esplosi.
Proprio queste “attenzioni” non erano state gradite, tanto da arrivare ad architettare un'intimidazione tramite un ordigno rudimentale contro la stazione della Benemerita a Pianopoli, atto orchestrato da Fiorenza (che aveva poi abbandonato il paese per circa una settimana dopo l'esplosione notturna) insieme a Ottavio Stranieri, ritenuto pericoloso dalle forze dell'ordine perché già aveva minacciato in precedenza propri congiunti o l'ex fidanzata per via telefonica di ritorsioni in caso di richieste non esaudite (come l'utilizzo delle loro autovetture per fini personali).
Lo spaccio è proseguito però anche dopo l'arresto di Fiorenza, tramite la moglie ed altri soggetti, come emerso in intercettazioni sia telefoniche che in carcere, ed in una di queste avvenute a giugno i 2 coniugi si confrontavano sul dovere riscuotere ancora 1.600 euro come guadagno della vendita di stupefacenti. Gli stessi inquirenti nell'ordinanza sottolineano come la droga veniva commercializzata e consumata anche in un bar e sotto uno studio commerciale che sorgono a poca distante dalla stazione dei carabinieri a Pianopoli.
Sul telefono sequestrato a Fiorenza i carabinieri hanno trovato le testimonianze fotografiche dei narghilè che lo stesso preparava per far consumare il crack, nonché le operazioni di pesatura per dosare la cocaina da vendere. Non ritrovata invece la pistola che, dopo l'autodenuncia del marito, la moglie avrebbe prelevato dalla casa ed occultato in altro luogo.
Da intercettazioni telefoniche avvenute nel suo ambito familiare emerge inoltre che Stranieri stava pianificando un omicidio, ma senza poter scoprire quale sarebbe stata la vittima, dopo aver rubato una moto a fine agosto avendo già a disposizione un'arma. Il tutto veniva vanificato però dal ritrovamento del mezzo sottratto da parte del legittimo proprietario grazie al sistema satellitare.
Gi.Ga.




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