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ARTE E CULTURA

«Trame non ha avuto un trattamento speciale, la Fondazione ha dovuto impegnare più risorse degli altri anni per garantire la messa in sicurezza degli spazi»

Nega trattamenti di favore Armando Caputo, ma la pubblicazione delle autorizzazioni ad usare i suddetti immobili comunali (negati alle altre manifestazioni) sia arrivata lo stesso giorno dell'apertura del festival

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Lunedì 30 Luglio 2018 - 15:42

Nega trattamenti di favore Armando Caputo, presidente della Fondazione Trame, una delle poche manifestazioni che in questo 2018 si è tenuta a Lamezia Terme ed immune dalla scure delle decisioni e divieti emanati dal Comune di Lamezia Terme.
«Siamo molto amareggiati per la situazione generale a Lamezia, dove i luoghi della cultura sono inagibili o non in sicurezza. L’indisponibilità di spazi culturali sta diventando un’emergenza: proprio nel momento in cui il nostro Comune è stato sciolto per la terza volta, tali luoghi dovrebbero essere più vivi e aperti che mai, per consentire il dibattito e la crescita della comunità. Ci dispiace molto anche per gli eventi, come Lamezia Comics, che non si svolgeranno più nel centro città, luogo che dovrebbe essere deputato alla partecipazione dei cittadini», dichiara Caputo, «negli ultimi giorni, però, molti hanno commentato la questione anche un po’ a sproposito, dichiarando che i Commissari mettono in atto “una disparità di trattamento tra le diverse manifestazioni” perché il Festival Trame si è svolto nei luoghi abituali, mentre ad altre iniziative non è stato concesso l’uso» reputando che «Trame non ha avuto un trattamento speciale. Anzi, per riuscire a realizzare anche quest’anno il festival nei luoghi abituali, la Fondazione ha dovuto impegnare più risorse degli altri anni per garantire la messa in sicurezza degli spazi. Sono state necessarie notevoli spese non previste: parliamo in particolare dei costi per l’adeguamento degli impianti elettrici e dell’illuminazione di emergenza del Chiostro San Domenico e del Chiostro Palazzo Nicotera (non a norma o non funzionanti), spese per i diritti di segreteria al Comune di Lamezia, per la convocazione della commissione di vigilanza spettacoli, per la redazione del piano della sicurezza e del piano di emergenza, per il noleggio estintori e la cartellonistica, per gli operatori antincendio e gli operatori sanitari e l’ambulanza. Spese in più che abbiamo voluto, e potuto, affrontare per poter replicare il festival negli spazi culturali della nostra città, perché crediamo nella loro valorizzazione. Anche per noi sarebbe stato più semplice realizzare il festival in un altro luogo, come hanno fatto altre associazioni che magari purtroppo non avevano il budget per affrontare altri costi. Per la città sarebbe già un passo avanti notevole se prima di affermare facili falsità ci si informasse davvero. Riportare come se fossero verità le voci di corridoio o i post sui social di chiunque, non fa bene a nessuno».
Rimane però che la pubblicazione delle autorizzazioni ad usare i suddetti immobili comunali (negati alle altre manifestazioni) sia arrivata lo stesso giorno dell'apertura del festival (il 20 giugno), e che in altri casi (vedi impianti sportivi) i lavori proposti da parte dei privati sulle strutture comunali non siano stati autorizzati.
g.g.




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