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CRONACA

Scioglimento consiglio comunale, candidabile l'ex sindaco Mascaro, incandidabili Ruberto e Paladino

A due mesi e mezzo dall'ultima seduta dibattimentale, il Tribunale di Lamezia Terme ha espresso il proprio parere sulle richieste del Ministero dell'Interno

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Martedì 07 Agosto 2018 - 12:35

A due mesi e mezzo dall'ultima seduta dibattimentale, il Tribunale di Lamezia Terme ha confermato l’incandidabilità di Giuseppe Paladino, ex vicepresidente del consiglio comunale della città, e di Pasqualino Ruberto, già candidato a sindaco e consigliere regionale, rigettando  invece la richiesta per Paolo Mascaro, ex sindaco di Lamezia Terme, avanzata dal ministero dell’Interno dopo lo scioglimento del consiglio comunale lametino avvenuto a fine novembre.
A pagina 7 della sentenza numero 1000/2018, pubblicata oggi su Rg 108, il tribunale ordinario di Lamezia Terme sezione ordinaria e civile, ribadisce quanto già scritto negli accessi antimafia, sostenendo che «appare emergere agli atti la prova di un condizionamento dell'azione amministrativa del comune di Lamezia Terme da parte della criminalità organizzata», dichiarando incandidabili Giuseppe Paladino e Pasqualino Ruberto, indagati in Crisalide proprio in merito all'appoggio elettorale di cosche locali.
Per i due indagati in Crisalide già certa quindi una prima porta sbarrata ad eventuali nuove candidature (che sarebbe potuta arrivare anche in seguito ad un'eventuale condanna nel processo in atto, con Ruberto a dover fronteggiare anche il processo Robin Hood da ex presidente di Calabria Etica, mentre l'ex sindaco Mascaro dovrà invece tornare nuovamente da imputato in Tribunale risultanto tra i 21 rinviati a giudizio nell'inchiesta Eumenidi.) che troverà compimento già il prossimo anno.
Il Tuel prevede che «fatta salva ogni altra misura interdittiva ed accessoria eventualmente prevista, gli amministratori responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento di cui al presente articolo non possono essere candidati alle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali, che si svolgono nella regione nel cui territorio si trova l'ente interessato dallo scioglimento, limitatamente al primo turno elettorale successivo allo scioglimento stesso, qualora la loro incandidabilità sia dichiarata con provvedimento definitivo. Ai fini della dichiarazione d'incandidabilità il Ministro dell'interno invia senza ritardo la proposta di scioglimento di cui al comma 4 al tribunale competente per territorio, che valuta la sussistenza degli elementi di cui al comma 1 con riferimento agli amministratori indicati nella proposta stessa. Si applicano, in quanto compatibili, le procedure di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del codice di procedura civile».
Da qui a giugno o dicembre 2019 (limiti temporali dei 18, o 24 in caso di proroga, mesi di commissariamento) probabile che riparta una lunga rincorsa di campagna elettorale per le elezioni successive al terzo scioglimento, che rispetto ai 2 casi precedenti avranno però alcune prerogative diverse in merito alla situazione ereditata e agli scenari politici in essere.

g.g.




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