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POLITICA

«Il Comitato, a mio avviso sbagliando, ha snaturato la sua funzione, autoassegnandosi un ruolo politico che non gli è proprio, intervenendo a gamba tesa nel dibattito politico lametino»

Antonio Saffioti prende le distanze dal comitato nato in origine per organizzare i festeggiamenti per i 50 anni di Lamezia Terme

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Venerdì 17 Agosto 2018 - 19:5

Perde un altro pezzo il comitato nato in origine per organizzare i festeggiamenti per i 50 anni di Lamezia Terme, scopo poi però venuto meno con lo scioglimento del consiglio comunale.
Antonio Saffioti prende le distanze dal comitato lamentando che «nell’ultimo mese e mezzo ho riflettuto sul comitato e sul mio ruolo al suo interno.  Riflessioni e considerazioni che mi hanno portato alla scelta di dimettermi. A mio parere la missione del Comitato - che era celebrare i cinquant’ anni della città - si è conclusa con la manifestazione al Teatro Grandinetti lo scorso 4 Gennaio 2018, non essendo state realizzate altre iniziative anche per le note ristrettezze del bilancio comunale. Dopo il 4 Gennaio 2018, il Comitato, a mio avviso sbagliando, ha snaturato la sua funzione, autoassegnandosi un ruolo politico che non gli è proprio, intervenendo a gamba tesa nel dibattito politico lametino. Non condivido questo approccio». 
Saffioti rimarca che «ho capito che ne io né il comitato abbiamo il compito di analizzare gli scioglimenti comunali: spetta alla politica e ai partiti riflettere su tutto ciò, senza l’ausilio di comitati celebrativi; spetta ai partiti e alle forze politiche trovare da soli gli anticorpi ai condizionamenti mafiosi, Non voglio alimentare polemiche, ma voglio rendere pubblica questa lettera per segnalare, soprattutto a quanti mi conoscono, la differenza di vedute rispetto al Comitato. Ringrazio il Presidente, la segretaria e tutti i componenti del Comitato “4 Gennaio 2018”, per la stima e l’affetto reciproci dimostratimi in questi mesi. La differenza di visioni è sempre una ricchezza. In conclusione mi auguro che Lamezia Terme risorga dalle ceneri di questi primi 50 anni. Per farlo i lametini dovranno essere meno “Lamentini”: dovranno abbandonare le varie tesi complottistiche sugli scioglimenti e i problemi della città e guardare in faccia la realtà. Spetta ai cittadini isolare la mafia, la borghesia mafiosa, la zona grigia che tiene in scacco Lamezia e la immobilizza.  Lamezia ha tutte le energie culturali e sociali per rialzare la testa  e guardare avanti».




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