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MUSICA E SPETTACOLO

Si tirano le somme della terza edizione di TeatrOltre

Festival Internazionale di Teatro in Strada che anche quest’anno ha riproposto il tema gioioso e giocoso del circo lungo Corso Numistrano

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Mercoledì 12 Settembre 2018 - 8:33

Si tirano le somme della terza edizione di TeatrOltre: Festival Internazionale di Teatro in Strada che anche quest’anno ha riproposto il tema gioioso e giocoso del circo lungo Corso Numistrano.
Il festival, inserito nell’ambito del progetto Lamezia Summertime 2017-2019, è realizzato dal Comune di Lamezia Terme in collaborazione con Arci Lamezia Terme/Vibo Valentia in qualità di partner di progetto e finanziato dalla Regione Calabria con fondi PAC.
Cinque giorni di laboratori e di spettacoli all’aperto, che hanno visto la partecipazione di artisti nazionali e internazionali accolti festosamente da una folla sterminata di bambini e adulti.
Il sito internet www.lameziasummertime.it e la pagina Facebook ufficiale dedicata al Lamezia Summertime che hanno diffuso e documentato l’intera manifestazione hanno registrato:

  • 495200 persone raggiunte dalle campagne social
  • 100870 copertura media della persone raggiunte
  • 25 video su TeatrOltre con 20 dirette
  • 29730 visualizzazioni e 14067 minuti di visualizzazione dei video
  • 29546 interazioni con i post della pagina
  • 5 album fotografici dedicati con oltre 500 foto che raccontano il festival giorno per giorno
  • 5 video con una sintesi degli spettacoli di ogni singola giornata  

Ancora una volta vincenti e di grande impatto le scelte artistiche del direttore Pierpaolo Bonaccurso di teatrop  che insieme al padre Piero Bonaccurso, storico fondatore della compagnia lametina, ha curato l’organizzazione del Festival coadiuvato da un eccellente e instancabile gruppo di lavoro.
Un programma fitto di appuntamenti inaugurato da una due giorni di laboratori di arti circensi, percussioni africane e yoga, origami e kirigami realizzati  nel Caffè Letterario del Chiostro di S. Domenico nel centro storico della città.
Monica Vignetti e Guillaume Hotz della Compagnia Omphaloz, oltre ad aver rappresentato l’immagine ufficiale di questa III edizione di TeatrOltre, hanno curato il laboratorio di acrobalance  con bimbi che, trasformati in piccoli circensi, sostenuti e sollevati dai due “porteur” si sono cimentati con entusiasmo nelle figure dell’angelo, della balena, della scatola, del letto a castello, della bandiera e poi, da soli, nella piramide finale.
Piero Bonaccurso ha impartito lezioni di origami e kirigami e qualche dimostrazione di pop-up. Banali fogli di carta si sono trasformati come per magia in fiori, farfalle e stelle coloratissimi, rondini pronte a spiccare il volo e in bellissimi oggetti tridimensionali simili a fragili sculture.
Vincenzo Mazza ha invece curato il laboratorio di percussioni africane con gli strumenti musicali della tradizione: djambé, doum-doum, sangban e kenkeni. Una occasione per incontrare le percussioni africane cercando di indagare il loro complesso linguaggio e fare musica d’insieme come in una vera orchestra ma con tanto tanto divertimento.
I laboratori si sono poi conclusi con una performance di sand art realizzata dalle mani magiche dell’attrice Greta Belometti accompagnata dal vivo dalla dolce melodia della kora africana suonata da Vincenzo Mazza. Una favola di sabbia che ha proposto una rilettura molto personale di “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Un racconto visivo ricco di simboli e metafore sulla vita, sul desiderio di scoperta, sui pregiudizi, sulle frustrazioni e sui nostri demoni interiori perché in fondo “La paura è solo un’illusione”.
Ed è stata proprio la paura e il modo di esorcizzarla il leitmotiv della kermesse.
L’impossibilità di comunicare con le parole nel delicato e poetico spettacolo Clown Cabaret della Compagnia Omphaloz con Monica Vignetti, Guillaume Hotz e il loro piccolo Sacha. Una performance muta di teatro-circo dove i personaggi affidano alla mimica, alla giocoleria, alla clownerie le loro dinamiche di coppia ingaggiando una sfida a colpi di numeri acrobatici a terra con prese ed equilibrismi e sul tessuto aereo tra discese ardite, evoluzioni e vertiginose risalite fino all’armonia finale risolta dall’entrata in scena di Sacha che si cimenta in audaci numeri di acrobalance. Sul finale, la famigliola ricomposta si produce in un tenero abbraccio e di spalle esce di scena come in un film di Charlot.
Ancora sfide ad altezze vertiginose sui tessuti aerei con la bella e brava Elena Garufi che, fasciata in una sensuale guepière nera,  tra leggiadri volteggiamenti e avvitamenti affronta, bendata, l’ultima ascesa sul tessuto per poi prodursi un unrolling perfetto che fa esplodere tutti in applauso liberatorio. E poi c’è lei, The woman in red, Tatiana Foschi che, sospesa tra cielo e terra, indaga il tema della solitudine tra eleganti acrobazie aeree al tessuto e al trapezio in uno spettacolo dal titolo L’aspetto la cui disambiguazione semantica si disvela via via nella febbrile attesa di qualcuno che prende le sembianze di un ignaro spettatore coinvolto in un gioco eronico, erotico ed ironico insieme. 
E poi il mondo magico delle guarattelle del bravissimo burattinaio Angelo Gallo del Teatro della Maruca di Crotone che quest’anno, oltre al fedelissimo Zampalesta il cane tempesta, al contadino Rusaru e alla variopinta gallina Serafina ha portato in scena marionette e puppet: Pierrot, il clown triste innamorato della luna, il poetico Charlot, il noto cantante internazionale Zio Pino con le fattezze di uno scheletro esilarante, l’asinello Angelino che caduto in un pozzo e destinato a morte certa riesce a salvarsi grazie alla sua tenacia e alla forza di volontà e il DJ Enzino. Uno spettacolo-seminario con cunti  e dimostrazioni pratiche che hanno coinvolto in modo entusiasmante il numerosissimo pubblico presente.
Ancora la manipolazione del fuoco e dei metalli, la continua ricerca della bellezza del gesto nello spettacolo Il Drago Bianco di Antonio Bonura in arte Lumi. Sorta di Cappellaio Matto è domatore di fiamme e creatore di suoni ancestrali in un sapiente mix di tradizione e tecnologia. Il fuoco lo avvolge, lo accarezza, lo insegue e si ritrae sconfitto e ipnotizzato, piegato al volere del suo padrone che si produce in un’ultima poetica invenzione trascinando la sua effige infuocata su una bicicletta in un veloce giro di pista. Buio, silenzio, applausi fragorosi.
Lo scoppiettante spettacolo di Mr Bang al secolo Benjamin  Delmas, artista anglo-franco-italiano folle, irriverente, pirotecnico e scoppiettante. Avvezzo a maneggiare bombette e tric trac, ad asciugarsi con una pompa ad aria compressa e ad infilarsi in un grosso pallone assumendo le sagome più assurde in uno spettacolo comico e surreale.
E poi i colorati trampolieri di teatrop accompagnati dalle note swing/jazz/funky/pop dei Takambum, street band di strumenti a fiato e percussioni e, nella serata finale, grande parata in bianco "nuziale" con i Pachamama, gruppo di artisti di strada con acrobati a corpo libero, bolle di sapone, candidi trampolieri illuminati a led e i Bandarisciò formazione musicale con strumenti a fiato, fisarmonica e batteria itinerante incorporata in un risciò.




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