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POLITICA

Finisce sul tavolo del Prefetto di Catanzaro la situazione di emergenza del pronto soccorso di Soveria Mannelli

A portare la questione della carenza di personale nel presidio medico del Reventino è il parlamentare 5 Stelle Giuseppe D'Ippolito

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Giovedì 11 Ottobre 2018 - 17:25

Finisce sul tavolo del Prefetto di Catanzaro la situazione di emergenza (e non per il logo di emercency che compare sull'insegna) del pronto soccorso di Soveria Mannelli.
A portare la questione della carenza di personale nel presidio medico del Reventino è il parlamentare 5 Stelle Giuseppe D'Ippolito: «ho chiesto l'attivazione di “un tavolo per le misure necessarie e urgenti”, anche con riferimento alla carenza di medici nel pronto soccorso dell'ospedale di Soveria Mannelli, a proposito della quale avevo di recente inviato un'apposita nota alla direzione generale dell'Asp di Catanzaro, trasmessa per conoscenza al ministro della Salute, Giulia Grillo, al prefetto di Catanzaro, Francesca Ferrandino, al commissario alla Sanità calabrese, Massimo Scura, al governatore della Calabria, Gerardo Mario Oliverio, al presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale calabrese, Michele Mirabello, e al sindaco di Soveria Mannelli, Leonardo Sirianni».
Per D'Ippolito «si tratta di porre fine a una situazione ormai insostenibile, che pesa sulla salute dei sanitari e sulla sicurezza dei pazienti, per garantire le quali l'Italia ha recepito, con la legge numero 161/2014, la direttiva europea sui turni di lavoro del personale sanitario, risalente addirittura al 2003».
Se da un lato il problema è il blocco del turn over, cui secondo il grillino «il MoVimento 5 Stelle, come ha ribadito il ministro della Salute, intende avviare l'assunzione di migliaia di sanitari poiché gli ospedali ne hanno assoluto bisogno», secondo D'Ippolito «l'Asp di Catanzaro ha il dovere di trovare presto soluzioni concrete, anche per le responsabilità, tutt'altro che leggere, che derivano dalla normativa vigente sui turni e sui riposi del personale. L'Asp di Catanzaro non può consentire che medici e altri operatori lavorino sotto stress e non può ancora rischiare che così si commettano errori a danno dei pazienti».




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