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POLITICA

Nel giorno dei funerali a Gizzeria della famiglia spezzata dal maltempo Rosina Mercurio torna sulle polemiche dei giorni scorsi

Il commissario lametino dell'Udc contesta i mancati interventi di prevenzione a vari livelli 

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Sabato 13 Ottobre 2018 - 19:55

Nel giorno dei funerali a Gizzeria della famiglia spezzata dal maltempo la notte del 4 ottobre, il commissario lametino dell'UDC, Rosina Mercurio, torna sulle polemiche dei giorni scorsi reputando che «la causa, seppur individuata,  non è stata sdraticata ed i veri concorrenti nel reato, probabilmente dal comodo delle loro poltrone,  nemmeno sanno di essere stati complici del maltempo quella sera. Le concause che portano a questi disastri hanno uno stesso denominatore comune: errate scelte politiche di investimento e di spesa seguite da mancati interventi».
Secondo la Mercurio «fattore principale si ravvisa nella mancata manutenzione dei boschi attraversati dai fiumi, causati sia dall’abbandono delle zone montane (aggravate dalla mancanza di politiche di intervento e riqualifiazione delle zone montane) che da una burocrazia impeditiva ( in passato, il crollo di un albero in alveo comportava il pronto intervento del proprietario che provvedeva immediatamente alla rimozione, al taglio e all’accatastamento fuori alveo, oggi non gli è consentito). Manca la pulizia dell’alveo dalla vegetazione. La classe politica regionale non ha programmato la sistemazione fluviale, addirittura, in alcuni fiumi, le ultime opere di sistemazione fluviali risalgono a quelle realizzate dalla cassa del mezzogiorno. Incapacità di controllare il prelievo di inerti ove necessita per la stabilità dell’alveo, donde l’affrettata  soluzione di riconoscere  solo in pochi casi le concessioni al prelievo degli stessi; frequente è l’accumolo nei tratti in cui i torrenti cambiano pendenza. E’ mancato l’esproprio dei terreni attigui ai corsi d’acqua, che durante le piene fluviali fungono come cassa d’espansione. Lo studio e la sistemazione degli alvei in determinati punti, sono stati eseguiti escludendo a priori il concetto secondo il quale un problema a valle sia causato da monte. E’ mancata l’attivazione della polizia fluviale addetta alla vigilanza dei corsi a rischio».
Il commissario Udc ricorda che «erano stati stanziati 320 milioni di euro per 165 interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e per i quali non insiste ancora alcun cantiere. Sembra che gli stanziamenti non si sa nemmeno che fine abbiano fatto», accusando anche la macchina comunale: «ci si domanda perché la macchina operativa funziona solo per il post emergenza. Ci si chiede dove fossero durante l'emergenza i preposti (vigili urbani,  Unità Tecniche Mobili Comunali,  protezione civile)».




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