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POLITICA

Manufatto abusivo sulle vie di fuga del Teatro Grandinetti non presente tra i documenti dell'acquisto secondo Gianni Speranza

Per Speranza «la scelta di acquistare il Teatro Grandinetti è stata giusta, ma non escludo assolutamente che si siano fatti errori nel procedere»

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Martedì 20 Novembre 2018 - 9:45

Sulla vicenda del Teatro Grandinetti ancora chiuso al pubblico per vicende burocratiche ed atti contestati a 8 anni di distanza dall'acquisto dello stesso da parte del Comune di Lamezia Terme, proprio l'ex sindaco Gianni Speranza interviene per riportare la versione dell'amministrazione da lui guidata che firmò l'atto.
«In seguito all’esposto dell’onorevole  D’Ippolito alla Procura  della Repubblica sul teatro Grandinetti,  sono tornato ad occuparmi della vicenda perché fu l’amministrazione da me diretta ad acquistare, nel 2010, i locali del teatro dal Tribunale di Lamezia (e non da privati). Ho parlato con i protagonisti del contratto  di  compravendita ed ho riletto le carte che sono riuscito a procurarmi.  Io personalmente ho appreso di un manufatto abusivo sulle vie di fuga dalle parole di D’Ippolito. Dalle carte che ho potuto leggere, posso affermare che anche l’amministrazione comunale  formalmente non era informata. Si tratta di un muretto che sabato scorso è stato demolito», rimarca Speranza, «ho riletto l’atto notarile di vendita  del teatro e gli allegati. In questi atti non si fa alcun cenno alla questione. Se è necessario mostrerò  pubblicamente le carte che mi sono procurato».
L'ex sindaco rimarca inoltre come «Giuseppe Costanzo, amministratore  del Teatro per conto del Tribunale, con il quale ho parlato venerdì scorso e che ringrazio per la gentilezza, mi ha raccontato che nel 2009 (15 mesi prima dell’acquisto) ritenne di  inviare una raccomandata specificatamente  ed esclusivamente all’hotel Rossini. Vorrei ricordare che, successivamente all’acquisto, i locali sono stati aperti ed hanno funzionato come cinema e come teatro».
Per questo Speranza «a distanza di anni rivendico con umiltà ma con dignità la bontà della decisione  di comprare il Teatro Grandinetti. Innanzitutto, la scelta dell'amministrazione fu condivisa dal Consiglio Comunale che deliberò formalmente l’acquisto. La stragrande maggioranza delle forze politiche e culturali e l’associazionismo cittadino manifestarono consenso e sollecitarono a far presto. Non lo comprammo sul libero mercato ma dal Tribunale al quale chiedemmo ripetutamente nel corso degli anni ed ottenemmo di ridurre la cifra di acquisto. Se non lo avessimo comprato ,oggi in quel luogo sarebbe sorto un supermercato ,una banca, un albergo ecc. Così  come è avvenuto in tanti comuni italiani. E la città ci avrebbe rimproverato in eterno di non aver avuto la giusta determinazione. Tecnici esperti sostengono che la  spesa effettuata dal Comune sarebbe stata moltiplicata  almeno per 3 se avessimo deciso di costruire un nuovo teatro. La  scelta è stata giusta, ma non escludo assolutamente che si siano fatti errori nel procedere. Anche una scelta giusta e lungimirante  operata per il futuro della comunità può contenere degli errori nel lavoro degli uffici. Ma tutti abbiamo ormai imparato che non bisogna buttare il bambino con l’acqua sporca ma lavare il bambino».
 




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