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SCUOLA E UNIVERSITA'

Nel 2019 laboratori di genetica e chimica avviati presso la Fondazione Terina

Traccia un bilancio del 2018 della fondazione Terina il presidente Gennarino Masi, affidandosi però poco ai numeri quanto ad un quadro più prudente sul futuro dell'ente regionale

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Venerdì 28 Dicembre 2018 - 12:37

Di GIANLUCA GAMBARDELLA
Traccia un bilancio del 2018 della fondazione Terina il presidente Gennarino Masi, affidandosi però poco ai numeri quanto ad un quadro più prudente sul futuro dell'ente regionale alle prese con una riorganizzazione interna mai pienamente attuata dal 2013 ed un potenziale da dover far fruttare a partire dal prossimo anno.
«A piccoli passi abbiamo cercato di risanare la situazione economica, ma anche quella organizzativa con le convenzioni sottoscritte con le università calabresi, stiamo per siglarne un'altra con l'associazione Sud italia Trapiani Onlus per quanto riguarda un laboratorio di genetica. Da gennaio dovrebbe partire un laboratorio chimico, ma il discorso a lungo termine è avere personale che si formi nei nostri laboratori ma che poi possa restare a lavorare», spiega Masi, non nascondendo come «resta una posizione debitoria pregressa che speriamo di poter risanare, ma partendo da 2.400.000 euro il lavoro davanti è lungo. Nel 2018 siamo riusciti però a pagare gli stipendi dei circa 90 dipendenti in organico, al netto di eventuali mobilità che da legge regionale dovrebbero avvenire verso altri enti», aspetto che sarebbe dovuto partire nel 2013, ma oggi diventa più impervio date le difficoltà economiche degli altri enti presenti nell'area industriale se non guardando anche ad altri soggetti pubblici che in occasione di concorsi pubblici dovrebbero prima puntare sulla mobilità, aspetto in cui entrerebbero in gioco i dipendenti in cerca di ricollocazione.
La Fondazione Terina dovrebbe avere come mission specifica quella della ricerca, ma ad oggi il presidente sottolinea come «c'è eccesso di personale in alcuni settori per quanto richiesto, ma paradossalmente carenza in altri, come quello della ricerca. La situazione debitoria iniziale non è stata facile come prerogativa da cui dover partire, ci vuole tempo per diventare un ente autonomo e non dipendere a vita da finanziamenti regionali. La riorganizzazione è in atto, e va ricordato che non si è partiti da zero sul piano della ricerca con attività ereditate».
Il futuro però non può avere già da oggi un orizzonte ben chiaro secondo Masi: «c'è una difficoltà a programmare, perché a fronte di determinate entrate c'è un fronte debitorio da dover onorare e bisogna dare delle priorità su cosa intervenire. La rottamazione delle cartelle esattoriali ci è venuta incontro da questo punto di vista, ma non ha risolto tutti i problemi».
Al di là della ricerca, il patrimonio immobiliare della Fondazione Terina rimane l'altra fonte di possibili entrate, puntando sull'aspetto degli eventi e della convegnistica sia per la posizione centrale a livello regionale che sulla carenza di spazi per determinate occasioni. «Abbiamo rimesso in sesto l'auditorium dopo i danni registrati per il maltempo, ed altri interventi sarebbero dovuti avvenire per adeguare il palco alle necessità relative ad alcuni spettacoli», illustra Masi, «per l'estate abbiamo ipotizzato di poter usare i circa 4 ettari di terreno come area di eventi all'aperto, avendo già a servizio viabilità e misure di sicurezza. In tal senso c'è stata già un'interlocuzione con il promoter Ruggero Pegna, ma per tutte le strutture di nostra competenza abbiamo dato la massima disponibilità a chiunque volesse chiederne l'utilizzo».
Nell'ambito della ricerca invece «abbiamo cercato di aggredire l'enorme debito e di lavorare per il rilancio della fondazione. Continua la collaborazione con l'Unical, abbiamo intrapreso un'altra collaborazione con l'associazione Sud Italia Onlus per attivare il laboratorio di genetica, al fine di verificare gli effetti degli alimenti sulla salute. Stiamo anche attivando un laboratorio di patologia con l'Università di Reggio Calabria. Siamo riusciti ad ottenere il Durc risanando una parte del debito, riguardante nello specifico i contributi Inps e Inail non pagati».




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