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SANITA' E SALUTE

Il Comitato Pro Ospedale del Reventino contrario all'ipotesi di hospice a Soveria Mannelli

Si conferma la volontà di appoggiare la proposta di una medicina ambulatoriale multipla, con gli annessi Day Surgery multidisciplinari.

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Sabato 09 Febbraio 2019 - 9:23

Nuovo “bollettino di guerra” da parte del Comitato Pro Ospedale del Reventino in merito alla situazione attuale e futura del nosocomio di Soveria Mannelli che secondo il comitato «annaspa tra defezioni a causa di pensionamenti, non rispettate presenze specialistiche, sovente malfunzionamento dei server aziendali, calendari per le prenotazioni che si esauriscono nel giro di 50 minuti a fronte di una domanda esponenziale, “normali” guasti alle attrezzature - in questa settimana hanno avuto problemi l’ecografo e il mammografo», criticando anche le scelte in merito al servizio delle vaccinazioni: «un tempo erogate due volte al mese, poi messe in discussione dove si volevano dismettere e quindi far scendere il territorio a Sambiase, poi si è rivisto l’intento, e riproposto il servizio a Soveria addirittura ogni venerdì, oggi rivisto a primo e terzo venerdì del mese». 
Si ci lamenta che «si va avanti a furia di buona volontà di chi vi opera sul terreno», palesando dei dubbi sulle nuove linee che il commissario dell'Asp Fico potrebbe seguire facendo diventare il presidio di Soveria un polo Hospice, «in due parole un “lazzaretto” per malati terminali appoggiandosi probabilmente alla Legge n. 38 del 15 marzo 2010», contestano dal comitato ricordando come invece le varie direttive e normative degli ultimi 3 governi regionali avessero delineato un ruolo diverso per gli ospedali di montagna, e citando anche le rivendicazioni dei comitati sorti attorno all'ospedale di Lamezia Terme come moto nato dal basso in ambito sanitario.
Dopo aver contestato anche l'ipotesi della Casa della Salute, vista come «un “vuoto a perdere”, e più volte a Chiaravalle si è parlato di “fregatura”» il comitato sottolinea che «in 12 anni che seguiamo l’ospedale attraverso lotte anche epiche, intrise di confronti con tutti i Dg che si sono succeduti, con commissari, responsabili della sanità regionale sia in regime ordinario che commissariale ci siamo fatti un’altra idea. Niente trabocchetti, ma certezze sul sostegno al Decreto 64, e all’immissione di una medicina ambulatoriale multipla, con gli annessi Day Surgery multidisciplinari. Noi lotteremo solo per questo, accodandoci a quello che la ministra Grillo si dice convinta di fare per ridare dignità ai cittadini. Gli Hospice che trovino posto in contesti più importanti con supporti specialistici affiancati, qui, in montagna abbiamo bisogno delle prime risposte, le cose complesse andremo a definirle negli Hub, ma per cortesia non si inizino a pontificare idee del tutto fuori luogo. Qui faremo muro con tutti i cittadini dell’alto Reventino e oltre».




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