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CRONACA

Estorsioni a Capizzaglie, il Pm chiede condanne a 10 anni di reclusione e 2.000 euro ciascuno per 2 imputati

Il Giudice ha rinviato il processo al 17 giugno, data in cui vi saranno le discussioni degli altri difensori, e la lettura del dispositivo.

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Martedì 19 Marzo 2019 - 20:35

Davanti al Gup di Catanzaro, Antonio Battaglia, si è celebrata oggi il giudizio abbreviato nei confronti di Paradiso Angelo Francesco (difeso da Antonio Larussa e Tassone), Cerra Nino ‘91 (difeso da Lucio Canzoniere) e Paola Claudio (difeso da Aldo Ferraro), accusati, i primi due, della estorsione commessa nell’inverno del 2011 ai danni di un imprenditore impegnato nella costruzione dei marciapiedi di una strada nel quartiere Capizzaglie di Lamezia Terme, ed tutti e tre della estorsione commessa ai danni di una impresa impegnata nella costruzione di un forno sempre nello stesso quartiere.
Poiché i tre imputati hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, oggi è stato il turno del P.M., che al termine della sua requisitoria ha chiesto la condanna di Paradiso Angelo Francesco e di Cerra Nino ‘91 alla pena di 10 anni e 2.000 euro di multa ciascuno perché ritenuti colpevoli della estorsione all’imprenditore impegnato nella costruzione dei marciapiedi a Capizzaglie, mentre rispetto all’altro reato contestato a tutti e tre gli imputati il P.M. ha chiesto la loro assoluzione perché il fatto non sussiste o comunque perché gli imputati non lo hanno commesso.
Ha poi preso la parola Aldo Ferraro in difesa di Paola Claudio, che ha chiesto l’assoluzione del suo assistito evidenziando la inesistenza di alcuna prova che consenta di affermare la penale responsabilità del suo assistito per il reato che gli viene contestato, soprattutto considerando che le dichiarazioni accusatorie rese da Muraca Umberto Egidio costituiscono l’unica fonte di prova astrattamente a favore della ipotesi accusatoria, ma che esse sono rimaste prive di alcun riscontro che possa dirsi esterno rispetto alla stesso Muraca Umberto Egidio, e soprattutto individualizzante rispetto alla specifica posizione di Paola Claudio.
Il Giudice ha quindi rinviato il processo al 17 giugno, data in cui vi saranno le discussioni degli altri difensori, e la lettura del dispositivo.




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