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SANITA' E SALUTE

Si inaugura il nuovo centro di salute mentale, ma a tenere banco è sempre la riorganizzazione sanitaria lametina

«Dopo 15 anni restituiamo dignità agli operatori e ai pazienti», reputa Rosina Manfredi, direttrice della struttura

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Giovedì 21 Marzo 2019 - 12:0

di GIANLUCA GAMBARDELLA
Con vivo il dibattito sulla convenienza per l'ospedale “Giovanni Paolo II” di rimanere all'interno dell'Asp di Catanzaro o di passare all'interno della nuova azienda ospedaliera di Catanzaro approvata dal consiglio regionale (con la richiesta ricorsiva di quel Trauma Center invocato ma mai istituito), oggi sono stati inaugurati i nuovi locali del Centro di Salute Mentale (C.S.M.) di Lamezia Terme al piano terra dell’ex ospedale di colle Sant’Antonio, progetto avviato dalla precedente direzione dell'azienda sanitaria provinciale la quale è ancora in attesa di sapere se verrà sciolta o meno per infiltrazioni mafiose dopo le indagini dei mesi scorsi.
«Sono qui per lavorare, non mi faccio coinvolgere o rallentare dalle polemiche politiche, e massima disponibilità con tutto lo staff abbiamo dato alla commissione d'accesso» glissa Giuseppe Fico, commissario dell'Asp di Catanzaro, sottolineando invece l'importanza di inaugurare un nuovo servizio sanitario per il territorio. «Siamo qui per ascoltare le istanze che emergono, per settimana prossima incontrerò dei genitori che hanno chiesto la nostra attenzione per l'assistenza verso il proprio figlio, ma già il secondo giorno di insediamento ero venuto a Lamezia Terme per confrontarmi», ricorda Fico, «prossimo incontro sarà un'audizione in commissione sanità del consiglio comunale lametino per parlare anche delle prospettive dell'integrazione del Giovanni Paolo II nell'azienda sanitaria catanzarese. Dovremmo parlare anche del centro Itaca, così come di altre difficoltà che mi sono state portate all'attenzione in un contesto non facile».
Il vicecommissario al piano di rientro, Thomas Schael, sottolinea invece come «in 10 anni di commissariamento gli aspetti extraospedalieri son rimasti in secondo piano, per questo è importante oggi inaugurare questo tipo di servizio che va nella direzione di deospedalizzare l'assistenza verso chi ha bisogno. Tanti utenti che si rivolgono ai pronto soccorso dovrebbero invece rivolgersi alla medicina territoriale, per questo l'obiettivo della struttura commissariale è aggiornare il decreto di Scura del 2016, che si basava su dati del 2010, per ridisegnare la rete territoriale non concentrandosi solo sugli ospedali ma sull'integrazione che questi hanno».
Sul tema però della nuova azienda sanitaria di Catanzaro ed il ruolo di Lamezia, al centro dibattito tra esponenti politici locali sia a livello comunale che nazionale, il subcommissario distingue: «la struttura commissariale non seguirà ragionamenti politici, c'è una dialettica aperta ma stiamo acquisendo tutti gli elementi necessari per poi esprimerci sulla nuova azienda unica di Catanzaro. Il Governo ha promesso di avere attenzione sulla Calabria anche in campo sanitario, da par nostro possiamo vigilare e sollecitare che anche organismi come la conferenza dei sindaci funzionino».
A fronte di un aumento di utenti coinvolti (22 amministrazioni comunali, 140.000 persone come target di popolazione, con 30.000 prestazioni annue) per varie patologie al Csm, anche il centro soffrirà tra blocco e turn over e pensionamenti per quota 100 di ulteriori tagli al personale, con richiesta quindi di nuove dotazioni che si mette insieme a quelle di pari livello avute già da tanti altri presidi.
«Dopo 15 anni restituiamo dignità agli operatori e ai pazienti», reputa Rosina Manfredi, direttrice della struttura nel lungo discorso letto, «stime indicano che le patologie mentali nel 2020 saranno la seconda causa di disabilità, per questo le politiche di tagli ed accorpamenti degli anni passati non possono essere proseguite. Abbiamo in ballo progetti come il corso di cucina per i nostri utenti, una sorta di tirocinio per il campo sia riabilitativo che formativo. Un altro ostacolo è quello della volontà degli utenti di accedere ai nostri servizi».
Tante buone intenzioni così nei vari interventi, ma il settore sanitario in costante riorganizzazione e polemica non aiuta neanche gli stessi operatori ed utenti ad avere certezze.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Lameziainforma (@lameziainforma) in data: Mar 21, 2019 at 3:56 PDT

 




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