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INPROVINCIA

Fiamme lambiscono l'Abbazia di Corazzo, la minoranza consiliare punta il dito contro l'atteggiamento dell'amministrazione comunale

Chiesto alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio un urgente sopralluogo al fine di verificare eventuali danni creati

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Domenica 24 Marzo 2019 - 10:30

Dopo che nei giorni scorsi le fiamme hanno lambito i ruderi dell'Abbazia di Corazzo a Carlopoli il gruppo consiliare “uniti per Carlopoli e Castagna” sottolinea che «abbiamo ritenuto necessario chiedere alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio un urgente sopralluogo al fine di verificare eventuali danni creati» sostenendo che «tale condotta, compiuta ai danni del sito archeologico “scrigno di inestimabile valore”, oltre a causare preoccupazione nei cittadini del territorio, ha contribuito ad arrecare ulteriore pregiudizio alle già deboli mura dell’Abbazia lasciate da decenni all’incuria. Risulta evidente l’annerimento delle pareti murarie interessate dall’incendio, come anche l’utilizzo di un mezzo meccanico per estirpare i rovi, che pare abbia proprio provocato la caduta di alcune pietre del muro perimetrale. Inoltre, sarà nostra premura segnalare alla Soprintendenza la completa distruzione, per mano di terzi, dei resti dell’antico mulino ad acqua, posto all’interno del sito dell’Abbazia in località Cuoco».
Emanuela Talarico, Salvatore Aiello, Carlo Sacco valutano anche la gestione politica, contestando «il comportamento “dimesso” del sindaco Mario Talarico e della sua giunta comunale, i quali per un verso risultano particolarmente attenti a millantare prodezze e virtù attraverso selfie autocelebrativi durante manifestazioni prive di ogni requisito volto a tutelare la sicurezza (tanto da risultare inidonee ad attrarre interesse da parte della comunità), dall’altro si mostrano completamente disinteressati ad intervenire affinché tali luoghi vengano concretamente preservati, finanche a denunciare alle autorità preposte gli eventi sopra segnalati. Difatti, dopo aver atteso invano, per più giorni, una presa di coscienza da parte della maggioranza consiliare, è stata nostra premura denunciare l’accaduto alla locale caserma dei carabinieri».
 




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