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POLITICA

«È incredibile che la democrazia rappresentativa di una importante Città della Calabria sia oggi ancora massacrata e violentata sulla base di asserzioni oggettivamente inveritiere e facilmente riscontrabili»

In vista dell'udienza che dovrà essere convocata dal presidente Franco Frattini, il sindaco uscente contesta la motivazioni del Consiglio di Stato

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Venerdì 12 Aprile 2019 - 9:10

«Perché oggi ha perso lo Stato. Perché abbiamo ancora di più l’obbligo di difendere lo Stato». Titola in questo modo il sindaco uscente Paolo Mascaro il post successivo alla pubblicazione delle motivazioni con cui il Consiglio di Stato ha confermato la sospensiva dell'amministrazione comunale eletta nel 2015, sciolta nel 2017, tornata in sella per un mese nel 2019 ed ora nuovamente fuori da via Perugini.
«Oggi ancora una volta si è scritta una pagina negativa per chi crede fortemente e diffonde fortemente l’idea del senso etico dello Stato, per chi crede in una Giustizia Giusta e non in una giustizia frettolosa e sommaria», contesta il legale lametino «le motivazioni, rese pubbliche, del provvedimento con il quale il Consiglio di Stato ha accolto la sospensiva richiesta dal Ministero dell’Interno avverso la nota sentenza del TAR Lazio, che aveva giustamente annullato lo scioglimento del Consiglio Comunale di Lamezia Terme, lasciano oggettivamente senza parole. È incredibile che la democrazia rappresentativa di una importante Città della Calabria sia oggi ancora massacrata e violentata sulla base di asserzioni oggettivamente inveritiere e facilmente riscontrabili», entrando così nei dettagli della propria difesa istituzionale: «si scrive nel provvedimento di concessione della sospensiva che in una indagine della magistratura del maggio 2017 siano emersi “frequente affidamento delle gare alle stesse società” e “assegnazione di concessioni a soggetti privi di requisiti”: ciò è oggettivamente falso non essendovi mai stata alcuna indagine penale che ha contestato ciò; si scrive, come detto, che vi sia stato “frequente affidamento delle gare alle stesse società” ma in realtà mai in 29 mesi di amministrazione Mascaro una stessa società è stata affidataria di più gare, ciò è tanto vero che non si indica la società asseritamente affidataria di più gare ne’ ciò ha costituito ovviamente motivo di appello; si scrive, ancora, che vi sia stata “assegnazione di concessioni a soggetti privi di requisiti” ma in realtà ciò non è mai accaduto e mai è stato in precedenza in alcun atto contestato, ciò è tanto vero che non si indicano i detti soggetti ne’ ciò ha costituito ovviamente motivo di appello».
Mascaro non torna poi sui passaggi più “politici”, ovvero le posizioni dei giovani consiglieri imputati di essere fidanzata di un ragazzo coinvolto in Crisalide e figlio destinatario di presunta compravendita di voti, ma ribadisce come «al di là di detti dati oggettivamente inveritieri, nessuna contestazione viene mossa all’attività amministrativa, con inesistenza, quindi, di ogni presupposto per lo scioglimento che viene invece allo stato confermato stante la concessione di sospensiva».
In vista dell'udienza che dovrà essere convocata dal presidente Franco Frattini, per Mascaro «oggi più che mai vi è, quindi, la necessità di continuare una Giusta Battaglia a difesa di immortali principi etici, contestando e contrastando con coraggio abusi, soprusi, inefficienze, superficialità, omissioni, accanimenti. Oggi più che mai dobbiamo trasmettere ai nostri figli la speranza che ci si possa ribellare ad ingiustizie manifeste e palesi, pur solo in apparenza legittime, e che Davide, pur con sofferenze e rinunce, possa sconfiggere Golia. Non si tratta di combattere lo Stato, nel quale si crede e per il quale si lotta, ma di combattere malcostume e soprusi per affermare Democrazia e Giustizia e quindi l’eticità stessa dello Stato, oggi troppo spesso calpestata e maltrattata».
 




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