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ARTE E CULTURA

«Se tutto andasse nella norma ci sarebbe un sindaco a Lamezia Terme»

Presentazione del libro uscito a novembre con Pif nel giardino esterno della struttura comunale di via degli Oleandri.

Se-tutto-andasse-nella-norma-ci-sarebbe-un-sindaco-a-Lamezia-Terme
Venerdì 24 Maggio 2019 - 19:55

Di GIANLUCA GAMBARDELLA
Si apre con un ricordo delle vittime di mafia lametine Tramonte e Cristiano, di cui oggi ricorreva l'anniversario della morte ancora irrisolta nell'ambito giudiziario, si prosegue con l'autoelogio dell'esperienza di Trame e Civico Trame, ed entra poi nella presentazione del libro uscito a novembre l'incontro con Pif nel giardino esterno della struttura comunale di via degli Oleandri.
L'autore palermitano replica di fatto le dichiarazioni già offerte ed andate in onda al Salone del Libro di Torino con stilettate alla politica attuale, con l'inserimento di temi anche locali come «se tutto andasse nella norma ci sarebbe un sindaco a Lamezia Terme, ma come non ci sarebbe il sovraffollamento delle carceri». Si parla poi di religione, che è uno dei temi principali del libro “che Dio perdona a tutti”, al netto di dichiararsi agnostico «perché la fede deve essere scomoda e farsi di continuo domande», passando tra Trapattoni e Salvini come fruitori atipici di accessori religiosi, mentre le campane della vicina chiesa fanno da sottofondo sonoro, e si arriva al tema dell'amore e della sincerità (tanto nelle relazioni che nel modo di vivere).
Nel rispondere alla domande impostate poste si descrive San Francesco d'Assisi come «uno dei primi radical chic: figlio di papà, difendeva i lebrosi», Giovanni Falcone come «uno degli uomini che è andato oltre», avere la libertà «di poter avere ed esprimere alcune idee politiche ma non fare in modo che queste inficino il proprio lavoro» auspicando che «un regista faccia la serie la ndrangheta uccide solo d'estate, per prendere in giro quel certo tipo di malaffare in diretta su Rai1».
L'ultima domanda è sulla diatriba tra arancina ed arancino, giusto per rispolverare la gag tra Palermo vs Catania visto che il pubblico ha concesso poche risate, buttandola in analisi enogastronomica siciliana (potendo contare nel pubblico per altro anche su un altro corregionale, il presidente della terna commissariale Alecci) prima di selfie ed autografi.
 




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