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SANITA' E SALUTE

Primo incontro all'ospedale di Lamezia Terme per il percorso di formazione sulla violenza di genere

Soggetto responsabile l´associazione Mago Merlino, e in qualità di Ente gestore, l´Associazione Comunità Progetto Sud in collaborazione con l´ASP di Catanzaro

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Martedì 25 Giugno 2019 - 11:15

“Conoscere per aiutare-percorsi formativi di riconoscimento e identificazione della violenza di genere", destinato ai medici referenti di pronto soccorso, ginecologia, medici e infermieri dei presidi di pronto soccorso di competenza dell' ASP di Catanzaro (Soverato, Soveria Mannelli, Lamezia Terme), è un percorso di formazione che vede come soggetto responsabile l´associazione Mago Merlino, e in qualità di Ente gestore, l´Associazione Comunità Progetto Sud in collaborazione con l´ASP di Catanzaro.
La lezione introduttiva, del primo dei quattro moduli formativi, che si snoderà fino a novembre, si è svolta nella sala convegni dell´Ospedale di Lamezia Terme ieri.
Hanno portato i saluti Istituzionali Maria Grazia Colosimo commissario prefettizio del Comune di Lamezia Terme, che ha esaltato il lavoro di sinergia pubblico-privato e ha auspicato una buona prosecuzione del percorso; Anna Monardo, capo dipartimento Emergenze pronto soccorso POLT (Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme) e Marina Galati direttrice della Comunità Progetto Sud e della Scuola del Sociale (SDS). Al saluto portato da Renata Tropea, medico responsabile del percorso rosa del Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme, è seguita la relazione della dottoressa Caterina Ermio, in qualità di rappresentante dell'ASP di Catanzaro, ente co-finanziatore dell'intero percorso, che ha anche moderato l´incontro.
Un excursus – quello della Ermio - sul recepimento delle linee guida Internazionali e nazionali e poi del protocollo regionale e provinciale che riguardano l'accoglienza sanitaria di persone vittime di violenza all´ interno dei presidi ospedalieri.
«Un percorso guida, quello dell'Ospedale di Lamezia iniziato molti anni fa, grazie alla rete sommersa che in questi anni abbiamo costruito con caparbietà e convinzione. Dal 2002 ad oggi siamo passati dal welfare alla tutela in cui la violenza diventa un fatto medico-sociale». dice la Ermio, «grazie a questo progetto di formazione parte un percorso di accompagnamento per tutti quegli attori sanitari che si trovano difronte all'emergenza sanitaria. Saper riconoscere la violenza è un passo fondamentale che ha anche fare con la un approccio multidisciplinare, non solo sanitario, ma anche psicologico e socio assistenziale».
Al ruolo politico sanitario, si è affiancato l’approccio sociale della relazione d' aiuto dato da Suor Anna Cerutti, educatore professionale, responsabile del Centro Demetra e dell´Associazione Mago Merlino. «Il Centro Antiviolenza Demetra, promuove l'approccio integrato pluriprofessionale a favore di vittima di violenza che sta alla base della scelta del partenariato pubblico privato del CAV stesso. L'associazione Mago Merlino – continua Suor Anna Cerutti – soggetto responsabile di questo percorso, cura il primo contatto della donna allo sportello e la mediazione con le altre figure che offrono consulenze; l'occasione formativa e di confronto con gli operatori socio sanitari ASP è vista come un'importante scelta di continuità nella collaborazione in favore della tutela delle donne di partecipazione al cambiamento socio culturale perché possa essere sempre più caratterizzato da parità e rispetto tra i generi ed al superamento di stereotipi discriminanti».
Incursioni di lettura comunicativa, all´interno dell´intervento sugli stereotipi di genere, tenuto dalla Cerutti, sono stati forniti da Marisa Meduri, sociologa e progettista della Comunità Progetto Sud e della SDS, che ha portato all´attenzione dei corsisti i "Processi di significazione degli oggetti e la veicolazione dell´immagine della donna-oggetto che i mass media, i social, e i muri delle nostre città, utilizzano come i canali attraverso sui ci persuade la persona ad acquistare".
 




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