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POLITICA

Debiti fuori bilancio e bilanci approvati in ritardo dalla terna commissariale, l’attacco dell’ex sindaco Mascaro 

«Chi giornalmente segue le pubblicazioni degli atti sull’albo pretorio del Comune di Lamezia Terme verifica quanto la nostra Comunità sia massacrata da una gestione oggettivamente inadeguata»

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Mercoledì 26 Giugno 2019 - 15:50

Non rispettati per il secondo anno consecutivo i tempi di approvazione dei bilanci di previsione e consuntivo, la gestione economica della terna commissariale che guida da fine novembre 2017 la città di Lamezia Terme viene contestata anche dall’ex sindaco, Paolo Mascaro, che finché rimasto in carica aveva tenuto per sé la delega al bilancio (successivamente alle dimissioni dell’allora assessore Puteri) cercando di far quadrare i conti nella non facile situazione del piano di riequilibrio da dover rispettare.
«Chi giornalmente segue le pubblicazioni degli atti sull’albo pretorio del Comune di Lamezia Terme verifica quanto la nostra Comunità sia massacrata da una gestione oggettivamente inadeguata», sentenzia senza troppi giri di parole il primo cittadino sospeso dalla propria pagina Facebook, «oggi sono state pubblicate, tra le altre, due delibere della Commissione Straordinaria e precisamente quelle portanti i numeri 139 e 140 (della quale in foto sono riportati alcuni stralci) del 25/06/19. Trattasi di mandati conferiti ai legali convenzionati per proporre opposizioni a decreti ingiuntivi emessi dal Tribunale e dal Giudice di Pace di Lamezia Terme, il primo dei quali per cifra vicina ad euro 200.000 euro. Come si rileva dal contenuto delle deliberazioni, le opposizioni, che hanno ovviamente un costo, non vengono proposte per motivi attinenti alla non debenza delle somme ma unicamente per un discutibile motivo di carattere formale derivante dal piano di riequilibrio in essere; non sembra, quindi, che vi sia contestazione delle somme ingiunte. Inutile dire che ciò costituirà ulteriore aggravio di spese, tutte a carico della nostra Comunità, per interessi e spese legali; inutile dire che sul conto corrente del Tesoriere oggi vi sono abbondantemente le somme necessarie per i detti pagamenti ed è quindi incomprensibile la strategia adottata».
Altro punto di contestazione i debiti fuori bilancio: «sono pubblicate oggi sull’albo pretorio del Comune di Lamezia Terme 22 deliberazioni adottate dalla Commissione Straordinaria di riconoscimento di debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive. Ciò che sorprende ed indigna è che dette sentenze, ad eccezione di una soltanto, si riferiscono all’anno 2017 e che il riconoscimento avviene solo oggi a distanza di 2 anni. Inutile sottolineare che ciò costituisce sperpero di risorse della nostra Comunità oltre che inaccettabile ritardo nella soddisfazione di diritti riconosciuti dall’autorita’ giudiziaria. Inutile ricordare che l’amministrazione eletta dal popolo aveva operato prodigiosa opera di recupero nel riconoscimento di detti debiti che avveniva oramai entro 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo. Inutile dire che la gestione commissariale non ha ancora proceduto invece a riconoscere debiti fuori bilancio relativi agli anni 2018 (solo uno) e 2019 (nessuno)».
Ultima contestazione risulta per certi versi quasi kafkiana: la terna che è giunta in via Perugini in virtù dell’art 143 del Tuel, per due anni consecutivi non rispetta quanto previsto dallo stesso testo due articoli prima. Il legale lametino ricorda infatti come «prevede l’art. 227 comma 2 TUEL che il rendiconto di gestione deve essere approvato entro il 30 aprile dell’anno successivo dell’esercizio di riferimento. Prevede l’art. 227 comma 2 bis TUEL che, per l’ipotesi di mancata approvazione nei termini, si applica la procedura prevista dall’art. 141 comma 2 TUEL. Prevede l’art. 141 comma 2 TUEL lo scioglimento degli organi elettivi per l’ipotesi di mancata approvazione del rendiconto nel termine di giorni 20 dalla notifica della diffida prefettizia. Si deduce da dette previsioni l’importanza per le amministrazioni di approvare il rendiconto nei termini di legge o al massimo entro 20 giorni dalla loro scadenza. Siamo al 26 giugno ed a Lamezia il rendiconto non è stato al momento approvato nonostante vi siano già 57 giorni (e non 20) di ritardo. Perché in detta ipotesi non viene assunto alcun provvedimento? È giusto che in un sistema democratico i Commissari Prefettizi, a differenza dagli eletti dal popolo, non debbano rispondere ad alcuno del proprio (non) operato e possano maturare ritardi ad altri non consentiti? Riflettiamo su quanto possa essere perverso un sistema apparentemente democratico».
Una serie di ritardi che secondo Mascaro avranno però strascichi su chi arriverà dopo, poiché «le conseguenze catastrofiche le paga la nostra Comunità e ciò stranamente nel silenzio dei più». Infatti, al netto dei vari comunicati stampa, nessuna osservazione è arrivata entro il 2 maggio né al Dup né al Piano delle Opere Pubbliche, salvo poi a mezzo stampa condannare l’immobilismo in merito ai problemi esistenti.
Gi.Ga.
 




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