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POLITICA

Insieme alla riapertura dei teatri l’associazione Graziella Riga chiede nuove politiche culturali

Infatti se da un lato si comunica la nuova disponibilità dei beni, dall’altro non c’è alcun atto deliberato per la gestione degli stessi.
 

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Mercoledì 26 Giugno 2019 - 17:45

Nel commentare la prossima riapertura dei teatri comunali “Grandinetti” e “Costabile” l’ associazione “Graziella Riga” parla di « una buona  notizia per tutta la città. Dopo due anni di grandissima sofferenza per tutto il mondo della cultura cittadino, con tante associazioni culturali lametine costrette a svolgere in altri comuni le proprie attività, con innumerevoli disagi sotto tutti i punti di vista, si apre uno spiraglio almeno per quanto riguarda i teatri. Ci auguriamo che in questi ultimi mesi di gestione commissariale si inizi quantomeno ad impostare il lavoro per la fruibilità anche dello storico teatro Umberto e delle altre strutture sia culturali che sportive».
Nessuna constatazione dell’assoluta mancanza di ordinanze di chiusura, ma l’associazione valuta che «riaprire i teatri, in una città sciolta per la terza volta per infiltrazioni mafiose, è una boccata d’ossigeno per la democrazia di questa città. Significa riaprire un luogo di aggregazione di energie positive, di talenti, di professionisti, che negli ultimi due anni hanno pagato un prezzo altissimo a questo terzo commissariamento che – non dimentichiamolo mai – non è frutto del fato avverso, ma di una certa cattiva politica che ancora non riesce a prevenire e contrastare efficacemente il condizionamento criminale. Ci auguriamo sia solo il primo passo verso un pieno ritorno alla normalità della nostra città».
Per l’associazione «la riapertura dei teatri può essere occasione per iniziare a riflettere sulle politiche culturali in questa città, sulla fruibilità degli spazi, sul modello di gestione. Tutto questo dovrà partire da un confronto trasparente e partecipato tra l’amministrazione comunale e le tante realtà associative e artistiche cittadine, che rappresentano uno dei più grandi patrimoni della nostra città». Infatti se da un lato si comunica la nuova disponibilità dei beni, dall’altro non c’è alcun atto deliberato per la gestione degli stessi.
 




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