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POLITICA

«Non si inventa dall’oggi al domani una realtà che ha un valore della produzione di 24 milioni di euro e 270 dipendenti»

L’amministratore unico della Lamezia Multiservizi, Eliseo Bevivino, replica al primo comunicato stampa del Meetup 5 Stelle in merito all’incontro avuto sulla salute della società partecipata.

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Giovedì 11 Luglio 2019 - 20:25

L’amministratore unico della Lamezia Multiservizi, Eliseo Bevivino, replica al primo comunicato stampa del Meetup 5 Stelle in merito all’incontro avuto sulla salute della società partecipata.
«Se avessi saputo, cosa che non mi è stata detta, che l’incontro con il sottoscritto, era finalizzato a produrre una serie di comunicati stampa magari replicando valutazioni e considerazioni con finalità che non mi riguardano e non aderenti ai contenuti dell’incontro non sarei stato disponibile, destinando quelle ore al mio lavoro per la Multiservizi», accusa Bevivino, «il management della società ha fatto ricorso molto correttamente allo strumento del concordato in modo tempestivo come era necessario fare, in presenza di istanze di fallimento. Pur con una informativa preventiva diffusa e condivisa principalmente dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali aziendali e territoriali.  Come prevede il D: L. 175 del 2016 art.14 comma 2 dove è scritto che l’organo amministrativo deve adottare senza indugio i provvedimenti necessari al fine di prevenire l’aggravamento della crisi, di correggere gli effetti ed eliminare le cause, attraverso un idoneo piano di risanamento. Noi stiamo lavorando, e siamo sulla strada giusta affinché la nuova amministrazione appunto non si trovi una palla al piede ma una società concretamente sulla via del definitivo risanamento e che possa dare risposte importanti sul piano dell’efficienza e della qualità dei servizi oltre a quello della valenza sociale e dell’economia del territorio».
L’ad della municipalizzata rimarca come «il decreto di recente emanato dal tribunale di Lamezia, con una rapidità che io non ho riscontrato in tantissimi casi analoghi dei quali mi sono occupato, e con il quale la società è stata ritenuta meritevole di essere ammessa alla procedura di concordato, rappresenta un primo ed importante passo sulla strada che abbiamo intrapreso. Anche i tempi di svolgimento della procedura stabiliti dal tribunale saranno altrettanto celeri e il nostro lavoro sarà concentrato, non ad andar dietro o smentire comunicati, ma a conseguire l’omologa nel tempo più breve possibile, mantenendo la credibilità verso quelle istituzioni che hanno valutato positivamente il nostro lavoro. Si è vero il concordato è uno strumento in generale costoso, ma è complesso e implica il coinvolgimento di tanti professionisti di grande spessore professionale per tanto tempo come nel nostro caso e comunque i costi che stiamo sostenendo sono molto contenuti. Lo si può verificare andando a leggere lo studio fatto da banca d’Italia proprio sui costi delle procedure di concordato esteso su tutto il territorio nazionale e riferito agli ultimi 15 anni».
Bevivino difende poi la credibilità del proprio management: « la società ha un solo dirigente che è l’ing. Villella direttore generale e 8 quadri, responsabili dei servizi, tutti colleghi validissimi e affidabilissimi e di consolidata esperienza professionale. Villella non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda lo stato di crisi della società, ha invece il grande merito di essere stato, con la sua competenza e dedizione, capace di far si che non si interrompesse mai in venti anni la complessa attività operativa, in situazioni difficili, a volte proibitive e che hanno messo a dura prova la continuità dei servizi. Non si inventa dall’oggi al domani una realtà che ha un valore della produzione di 24 milioni di euro e 270 dipendenti che ha una storia lunga nella quale non è stata mai coinvolta in fatti estranei alla sua missione».
Sui dipendenti, «una risorsa determinante per la società, in numero appena sufficiente per poter operare e che è destinato ad aumentare con l’implementazione dei servizi e di nuove attività», Bevivino rimarca che «ci sono delle criticità, che abbiamo alcuni dipendenti con limitazioni   al lavoro sui quali occorre intervenire, non in una ottica punitiva o antisindacale ma perché abbiamo un vincolo di costi nell’interesse più generale dei nostri committenti. Ho anche accennato all’utilizzo degli strumenti non penalizzanti per andare in pensione, anche in questo caso perché occorre abbassare l’età media dei dipendenti creando così nuovo lavoro e migliorando l’efficienza. Nessuno si è divertito ad assumere dipendenti già anziani (qualche giorno fa ne sono stati assunti 20 sotto i 30 anni) ma molti lo sono diventati dopo 20 anni e mi riferisco a quelli allora provenienti dai lavori socialmente utili già perché con la costituzione della Multiservizi allora si è data una risposta di stabilizzazione di centinaia di lavoratori».
 




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