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POLITICA

«Non è la buca o il lampione fulminato, ma è il futuro della città a repentaglio, e il destino di tantissimi lavoratori e dell’Ente. A pochi mesi dalle elezioni dov’è la Politica lametina?»

Si interroga il segretario generale della Uil, Bruno Ruberto, in merito al possibile rischio dissesto al Comune di Lamezia Terme legato al bilancio della Multiservizi

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Sabato 20 Luglio 2019 - 11:0

«Non è la buca o il lampione fulminato, ma è il futuro della città a repentaglio, e il destino di tantissimi lavoratori e dell’Ente. A pochi mesi dalle elezioni dov’è la Politica lametina?» si interroga il segretario generale della Uil, Bruno Ruberto, in merito al possibile rischio dissesto al Comune di Lamezia Terme legato al bilancio della Multiservizi, anche se su tale ambito da un lato il presidente della terna commissariale, Francesco Alecci, ha chiesto l’intercessione del Prefetto (ma la stessa figura già 2 volte in altrettanti anni avrebbe dovuto intimare alla terna commissariale il rispetto dei termini sull’approvazione dei bilanci), mentre la posizione dell’amministratore unico della società partecipata, Eliseo Bevivino, è più cauta.
«La UIL-FPL aveva visto giusto e lontano sulla perdita di esercizio di quasi 22 milioni di euro della Lamezia Multiservizi s.p.a.. Speravamo di avere torto, ma difronte alla cruda realtà non ci resta che auspicare provvedimenti urgenti per salvaguardare l’azienda e tutelare tutti i dipendenti», sostiene il sindacalista, «abbiamo preso contezza dei documenti e delle belle parole scritte dai Commissari, ma i fatti sono tristi e le azioni gravemente ambigue. I rappresentanti dello Stato, che governano il Comune di Lamezia Terme, ed hanno scelto e nominato l’amministratore Unico e i vari componenti della società in house, pongono un quesito su come devono osservare pedissequamente la stessa legge dello Stato. Sembra un paradosso ma è così».
Ruberto contesta le mancate spiegazioni da parte di terna commissariale e vertici della Multiservizi, anche alla luce dell’assenza di atti ufficiali obbligatori come le relazioni semestrali sulle partecipate: «come possono gli uffici mandare avanti le attività ed i programmi di spesa in tali incertezze e gravi pregiudizi per le sorti dell’Ente? C’è da aspettarsi che tra qualche giorno non si vedranno più atti ed impegni di spesa all’albo pretorio, perché i dirigenti senza salvaguardia degli equilibri non possono più mandare avanti le attività?  E le gare pluriennali per servizi e lavori in corso? Come sarà il Bilancio consolidato che la Commissione dovrà approvare entro il 30 settembre? Staremo ancora ad aspettare il quesito? Come farà la Commissione a dare indirizzi agli uffici per il DUP 2020-2022, il piano triennale delle opere pubbliche e il piano di assunzioni del personale?»
In merito alla carenza di personale e dei dirigenti il sindacalista palesa il proprio disappunto: «adesso aspettiamo di capire come Fusaro o chi sarà presente della Commissione, gestirà la richiesta di nulla osta al definitivo trasferimento del dirigente Zucco al Comune di Reggio Calabria. Infatti, la norma contrattuale contenuta nell’articolo 16 del Ccnl 23/12/1999 (…il nulla osta dell’amministrazione di appartenenza è sostituito dal preavviso di 4 mesi), dopo la riscrittura dell’articolo 30 del d.gs 165/2001 a seguito del d.l. 90/2014, convertito in legge 114/2014, sembra non essere più applicabile in base a quanto afferma l’Aran nella Raccolta sistematica delle disposizioni contrattuali aggiornata al gennaio 2017.  Verrà “agevolato” il trasferimento di uno dei pochissimi Dirigenti o si seguiranno gli indirizzi dettati dall’ARAN? Sarà una pura coincidenza, ma allo stato il rilascio del nulla osta verso Reggio Calabria, dovrà essere valutato e adottato probabilmente dallo stesso Fusaro che annunciava l’aumento dei dirigenti a Lamezia. Oltre al danno la UIL-FPL ravvisa anche la beffa posta in essere dai loquaci funzionari dello Stato che governano la città: non hanno inteso applicare in toto la Legge 6 agosto del 2015, che include l’assunzione in deroga di 3 unità di personale a tempo determinato. La predetta Legge, oltre a riconoscere una anticipazione di liquidità che la Commissione Straordinaria ha attivato, è accompagnata da un'altra misura in favore degli enti locali. Il comma 7 dell'articolo 6, autorizzata ad assumere, anche in deroga ai limiti previsti dalla legislazione vigente, fino ad un massimo di 3 unità di personale a tempo determinato (in sostanza 3 dirigenti), per il periodo di scioglimento degli organi consiliari e per il periodo di 5 anni immediatamente successivi alla scadenza del predetto periodo. Forse era indispensabile un altro quesito per appurare se la Legge poteva essere osservata a Lamezia? Perché non è stato fatto?»
A dicembre 2017 la terna scelse invece la strada dei sovrafunzionari, con pochi ad alzare contestazioni, ed ora i mancati atti di bilancio precludono anche le assunzioni deliberate nei vari piani di questi due ultimi anni.
«Risulta pure che la Regione Calabria ha nominato un commissario ad acta nei confronti del Comune per i debiti di oltre 4 milioni di euro che la Lamezia Multiservizi ha nei confronti di Corap e Deca per la depurazione», annuncia Ruberto, «se il commissario ad acta disporrà il pagamento a carico dell’Ente che ulteriori ripercussioni ci saranno sul Comune? Al 31 luglio sarà nelle condizioni di rispettare la scadenza per la salvaguardia degli equilibri di bilancio presenti e futuri dell’Ente? Oppure artatamente questa scadenza sarà rinviata in attesa del quesito?»
Di scadenze non rispettate in via Perugini se ne stanno sommando diverse, intanto, ma con ben pochi cori di protesta.
g.g. 




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