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CRONACA

Obbligo di dimore per professionista lametino nell'indagine partita attorno al Consorzio industriale provinciale di Nuoro

Appalto contestato quello per realizzare una piattaforma per il trattamento dei rifiuti, finanziata dalla Regione Sardegna con 2 milioni di euro.

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Lunedì 22 Luglio 2019 - 12:35

Dalle prime luci dell'alba è in corso una vasta operazione della Compagnia Carabinieri di Ottana del Comando Provinciale di Nuoro per l'esecuzione di misure cautelari nei confronti di 6 persone fra cui il presidente e il direttore del Consorzio industriale di Nuoro, ritenute a vario titolo responsabili di corruzione, falso e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. I carabinieri hanno scoperto accordi collusivi per condizionare la scelta del vincitore della gara d'appalto che il Consorzio industriale provinciale (Cip) di Nuoro doveva bandire per realizzare una piattaforma per il trattamento dei rifiuti, finanziata dalla Regione Sardegna con 2 milioni di euro. Il Cip avrebbe inoltre chiesto soldi per affidare alle società dello stesso Tonino Marchio i lavori per lo svuotamento e la bonifica di una vasca contenente rifiuti speciali.
Ai domiciliari sono finiti Pier Gavino Guiso, presidente del Consorzio, e Mario Salvatorico Serra, direttore dello stesso Consorzio. Per entrambi il Gip ha anche applicato la misura della sospensione dell'esercizio del loro pubblico ufficio. 
Obbligo di dimora per gli altri quattro: l'imprenditore calabrese Marchio Tonino (53enne di Lamezia Terme, al tempo dei fatti contestati  amministratore delle società Ecotec ed Econet), il consulente di società operanti nel settore dei rifiuti Sabatino Donato (49enne residente a Pescara), il dg della Società Antica Fornace Villa di Chiesa Antonio Busi (59enne bergamasco residente a Orosei), e il consulente della stessa società Luigi Zilli (81enne piacentino residente a Capoterra).




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