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POLITICA

Magorno interroga Salvini sul rischio dissesto al Comune di Lamezia Terme per i conti della Multiservizi

Lamezia Bene Comune rivolge un appello a tutti i parlamentari della città «perché la situazione venga costantemente attenzionata e si faccia di tutto per scongiurare un eventuale dissesto finanziario del nostro Comune»

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Martedì 23 Luglio 2019 - 15:35

Se nessuno ha avuto a che protestare sui bilanci approvati per 2 anni di seguito fuori tempo massimo, sull’assenza di relazioni sulle società partecipate, o sul silenzio stampa perpetuo vigente in via Perugini da parte della terna commissariale, ora su invito e sollecitazione del movimento “Lamezia Bene Comune” il parlamentare Ernesto Magorno ha presentato un’interrogazione al Ministro degli Interni Matteo Salvini chiedendo «quali iniziative intenda assumere per scongiurare il dissesto finanziario del Comune di Lamezia Terme e, in particolare, nel limite e nell’ambito delle prerogative attribuite alla gestione commissariale, in merito all’incidenza debitoria della Lamezia Multiservizi e per evitare che si possano determinare situazioni di criticità anche dal punto di vista ambientale e sanitario».
Nonostante il parere opposto dell’amministratore unico della società in house, Bevivino, ed il giro di comunicazioni tra il presidente delle terna commissariale, Alecci, che chiedeva al Prefetto di Catanzaro, Ferrandino, di farsi carico di chiedere al Ministero quale fosse la procedura da seguire, nell’interrogazione si fa riferimento alla situazione della società partecipata evidenziando come «a seguito delle difficoltà gestionali per incassare i corrispettivi economici del servizio idrico dai privati, e per i mancati incassi dovuti alle situazioni di dissesto in cui versano molti Comuni, serviti anch’essi dal servizio di raccolta e smaltimento fornito dalla Lamezia Multiservizi, la società pubblica, con  capitale pari al 90% in capo al Comune di Lamezia Terme, si è trovata in una situazione debitoria talmente grave che allo stato appare di difficile soluzione, mettendo a serio rischio il posto di lavoro di centinaia di lavoratori, oltre a creare un possibile disservizio che potrebbe avere per la città ed il suo hinterland gravi ripercussioni ambientali e sul piano della salute. La situazione debitoria verso la società Lamezia Multiservizi ammonta a 21 milioni di euro, di cui soltanto 1 milione a carico del Comune di Lamezia Terme; nonostante questa disparità nel rapporto sulla totalità del debito, il Comune, in qualità di ente capofila con capitale pubblico al 90%, deve rispondere della situazione debitoria per tutta la parte afferente il debito anche se contratto da altri soggetti. L’avvio della procedura di concordato preventivo richiesta dalla società  comporterebbe l’obbligo, da parte del Comune di Lamezia Terme, di prevedere nel proprio bilancio una quota pari alla sua partecipazione alla società, di 19 milioni di euro, come fondo di accantonamento, oltre alla somma da corrispondere a proprio carico; per il Comune tale cifra non è sostenibile e questo comporterebbe come conseguenza il dissesto finanziario in assenza di qualsiasi possibilità di coprire la spesa corrente con le disponibilità residua».
Il movimento rivolge un appello a tutti i parlamentari della città «perché la situazione venga costantemente attenzionata e si faccia di tutto per scongiurare un eventuale dissesto finanziario del nostro Comune», anche perché poi a novembre ci sarà una nuova amministrazione comunale che troverà una situazione peggiore rispetto a quella lasciata a novembre 2017.
 




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