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CRONACA

Altri 2 ex amministratori comunali scelgono la via della proposta transitiva con il Comune di Lamezia Terme per una vicenda risalente al 1999

Il ricorso per Cassazione, iscritto al nr. 766/2017 RG, non è ancora definito.

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Venerdì 20 Settembre 2019 - 11:0

Dopo Giovanni Dattilo, anche altri 2 ex amministratori comunali scelgono la via della proposta transitiva in merito al decreto ingiuntivo da parte dell’amministrazione Mascaro per recuperare il rimborso di spese legali dovute dal 1999 da parte di 5 ex amministratori.

La vicenda legale risale infatti al 1999, proseguita nel 2001, con una deliberazione del Commissario straordinario (la n. 30 del 20.03.2001), in cui il Comune di Lamezia Terme conferiva incarico all’avvocato Giuseppe Iannello di «procedere al recupero coattivo delle somme - pari agli importi indebitamente ricevuti, in qualità di ex amministratori, per rimborso spese legali sostenute in un giudizio di responsabilità amministrativo contabile - dovute all’ente per inapplicabilità delle disposizioni contenute nella norma di cui all’art. 3, co. 2 bis, D.L. n. 543/1996, come interpretata dalla giurisprudenza contabile, dai signori Fittante Costantino, Miletta Ferdinando, Dattilo Giovanni, La Scala Maurizio e Cristaudo Giuseppe», cui è seguita la prima sentenza del Tribunale lametino che emetta decreti ingiuntivi da 52.210.784 lire ciascuno, oltre interessi e spese del procedimento, per Dattilo, Fittante e Miletta, 40.456.600 per Cristaudo, 74.511.788 per La Scala.

Il Tribunale di Lamezia Terme, tramite il giudice Angelina Silvestri, con sentenza n. 991/2008 del 9 luglio 2008 ha rigettato le opposizioni ed ha confermato i decreti ingiuntivi, compensando le spese di lite, stessa decisione presa anche dalla Corte di Appello di Catanzaro che con la sentenza definitiva n. 848/2016, del 25 maggio 2016 rigettava gli appelli proposti e condannava gli appellanti al pagamento delle spese di lite.

Un anno dopo da quest'ultima sentenza, e 16 dalla deliberazione del commissario straordinario, la giunta Mascaro aveva deliberato a maggio di dare l'incarico ai tre legali convenzionati con il Comune (Salvatore Leone, Francesco Carnovale Scalzo e Caterina Flora Restuccia) di perseguire in maniera efficace l'interesse dell'Ente. Con la conversione lira/euro, le somme pretese dovrebbero essere 140.270,08 euro, ma il ricorso per Cassazione, iscritto al nr. 766/2017 RG, non è ancora definito.

Il 12 settembre la terna commissariale, con i poteri della giunta, ha deciso di approvare la proposta transattiva formulata da Giovanni Dattilo, che prevede la disponibilità di corrispondere, a favore dell’Ente, a tacitazione di ogni pretesa, a definizione del contenzioso attualmente pendente presso la Corte di Cassazione, la somma di 15.000 euro, immediatamente, a saldo e stralcio di quanto dovuto, con rinuncia al ricorso per cassazione e compensazione delle spese per tale grado di giudizio.

Ieri approvate invece le proposte di Maurizio La Scala da 41.226 euro (da corrispondersi in rate da versare: la prima, di 5.226 , al momento della sottoscrizione e le successive di 9.000 cadauna, a distanza di 6 mesi una dall’altra, a decorrere dalla data di sottoscrizione stessa) pari al capitale ed al rimborso delle spese legali, con rinuncia al ricorso per Cassazione e compensazione delle spese per tale grado di giudizio.

Saranno invece 31.000 euro (da corrispondersi in rate di 10.333,33 cadauna da versare: la prima al momento della sottoscrizione e le altre 2 a distanza di 6 mesi una dall’altra a decorrere dalla data di sottoscrizione stessa) pari al capitale ed al rimborso delle spese legali, con rinuncia al ricorso per cassazione, da parte di Fernando Miletta.

Gi.Ga.




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