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ARTE E CULTURA

La conquista del Sud raccontata da Cantiere Laboratorio e Gioventù Controcorrente

Maria Carmela Spadaro, docente dell’Università “Federico II” di Napoli, nel suo excursus ha sinteticamente tracciato la vita preunitaria

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Domenica 13 Ottobre 2019 - 8:15

Si è svolto l’incontro su “La conquista del Sud”, organizzato da Cantiere Laboratorio e Gioventù Controcorrente al Centro Congressi Prunia a Lamezia Terme. 

Durante l’introduzione Vittorio Gigliotti, presidente dell’Associazione organizzatrice, ha messo in evidenza come, prima del 1861, il Regno delle Due Sicilie fosse economicamente florido e all’avanguardia dal punto di vista statuale. «Ad un certo punto - dichiara Gigliotti - questo pacifico Regno, con la complicità interessata di inglesi e francesi, viene invaso, saccheggiato e depredato dall’esercito piemontese, che svuotò le casse del Regno, portando via 80 milioni di ducati. Ma, nonostante il tradimento e la corruzione di molti, l’esercito napoletano lottò eroicamente, unitamente alle migliaia di uomini, donne e ragazzi. Di questi, molti morirono sui campi di battaglia e circa 40.000 perirono nei campi di internamento piemontesi. Chiamarono “briganti”, nel senso di banditi e malfattori coloro i quali, invece, furono gli ultimi difensori di una storia, di una tradizione e di una cultura. Nel tentativo di fermare l’insorgenza, i piemontesi, nel 1863, inviarono 120.000 soldati, a dimostrazione di come si trattò di una vera e propria rivolta di popolo».
 
Gigliotti ha anche citato le parole del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, che, invitato alla trasmissione di Corrado Augias “Quante storie”, il 12 gennaio di quest’anno, parlando di mafia e della sua possibile origine all’epoca di Garibaldi, ebbe a dire che «nel 1869, dopo l’Unità d’Italia, abbiamo visto usare la picciotteria nella lotta politica e nelle elezioni comunali del 1869 al Comune di Reggio Calabria. Dunque, nel corso di un secolo e mezzo, è stata la classe dirigente che ha legittimato le mafie». 

Maria Carmela Spadaro, docente dell’Università “Federico II” di Napoli, nel suo excursus ha sinteticamente tracciato la vita preunitaria, affermando che 150 anni fa è stata fatta da parte dei piemontesi una guerra di aggressione, la quale fu una vera e propria operazione economica a loro vantaggio. Ha messo inoltre in evidenza come allora esistevano piccole patrie e che una confederazione sarebbe stata la cosa più plausibile. Dal punto di vista valoriale, Dio, Patria e Famiglia erano i cardini che animavano quell’epoca, troppo diversi per essere in linea con quelli di Inghilterra e Francia, motivo per cui il Regno del Sud doveva cessare di esistere. Ha infine analizzato i tanti primati del Regno del Sud, soffermandosi in particolare sulla Calabria di quei tempi, sulla vita economica, sociale e sulle infrastrutture, a partire da Mongiana. 




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