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POLITICA

«Bisogna superare la visione ristretta, Lamezia deve aspirare il ruolo di città metropolitana»

Con la conferenza stampa di questa sera di Ruggero Pegna ognuno dei 6 candidati a sindaco di Lamezia Terme ha avuto un proprio momento di confronto e presentazione, lanciando così la campagna elettorale in vista delle amministrative del 10 novembre.

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Giovedì 17 Ottobre 2019 - 20:0

di GIANLUCA GAMBARDELLA
Con la conferenza stampa di questa sera di Ruggero Pegna ognuno dei 6 candidati a sindaco di Lamezia Terme ha avuto un proprio momento di confronto e presentazione, lanciando così la campagna elettorale in vista delle amministrative del 10 novembre.

Tre sono i partiti che appoggiano la corsa del promoter lametino alla corsa verso la poltrona di primo cittadino. Rispetto alle elezioni del 2015 con Forza Italia tornano ad essere candidati Armando Chirumbolo (380 voti con il Nuovo Centro Destra), Annamaria De Sarro (72 Lamezia Unita), Matteo Folino (370 con Nuovo Psi e Partito Repubblicano), Giovanni Talarico (285 con Forza Italia), Luigi Taverna (63 con Mtl), Antonia Valeria Torcasio (56 con Forza Italia), Felicia Villella (284 con Udc).

Con Fratelli d’Italia ricompare Mimmo Gianturco, che nella precedente competizione era però candidato a sindaco con 2 liste a suo supporto nelle quali compariva Filomena Angotti (33 voti con Sovranità) e Cinzia Potente (21 con Gianturco Sindaco), Salvatore Calidonna (132 con Mascaro Sindaco), Pasquale Chirumbolo (2 con Democratici per Lamezia), Rosina Mercurio (346 con Udc), Pietro Torcasio (104 sempre con Fratelli d’Italia).

Nell’Udc ritornano Giovanni Carino (130 voti con il Nuovo Psi e Partito Repubblicano), Teresa Nicolazzo (110 con Lamezia Unita), Giada Pagnotta (Lavoro per Lamezia).

Pegna rimarca inizialmente come «Lamezia ha un territorio immenso, 164 kmq che è 5 volte quello di Cosenza, 50 kmq in più di Catanzaro. Questo dimostra che l’impegno rispetto ad altre realtà è diverso, anche perché abbiamo 8 km di costa che in breve spazio diventano terme, colline, ed altre peculiarità che da parte dei cittadini hanno richieste specifiche. Più che 3 ex comuni parlerei di grandi quartieri come le maggiori città, il che vuol dire avere attenzione diversa per l'urbanistica».

Per il promoter «la politica ha un ruolo ineludibile, non può pensare al futuro amministrativo di qualità. Lamezia deve pensare a risorse regionali, nazionali e sovranazionali, il che ci chiama ad avere uno spirito di coesione senza il quale non avremo risultati su cui essere giudicati», ricordando come «prima che candidato sono stato un cittadino, ho contezza della disillusione che si vive in questa città, troppe esperienze negative hanno segnato la storia lametina. Bisogna superare la visione ristretta, Lamezia deve aspirare il ruolo di città metropolitana, un’area da costruire con Catanzaro come successo per l’area di Reggio Calabria».

L’ufficialità della candidatura del promoter ha avuto una genesi contestata da una parte del centrodestra, aspetto sul quale in conferenza stampa si fa chiarezza: «la proposta è arrivata da un gruppo politico, non si poteva dettare l’esclusione di una sigla o un partito perché aveva o ha divergenze di opinioni con me su temi internazionali come l’accoglienza e l’immigrazione. Poi guardare la campagna elettorale in politichese non aiuta a costruire un’idea di città innovativa, nelle liste che io ho condiviso con i partiti l’80% son giovani ed il 90% sono nuovi volti. Abbiamo perso per strada un altro partito anche per beghe interne alla Lega, come sta emergendo anche a livello regionale, ed abbiamo evitato di forzare la costruzione di una civica che non potesse superare determinate verifiche. Non abbiamo avuto ingerenze da Catanzaro, anche perché l’idea è quella della collaborazione con l’altro polo della Provincia proprio in ottica metropolitana. Al contrario di quanto detto da qualcuno, a Wanda Ferro ho chiamato io per informarla dell’eventuale mia candidatura dopo che questa mi è stata proposta dai partiti lametini».

Sottolineando come «le esperienze professionali mi hanno portato ad avere ruoli amministrativi ma anche elettivi all’interno del mio settore, ma anche confrontarmi con l’ambito politico ed amministrativo con gli enti pubblici», Pegna analizza anche le precedenti fasi amministrative lametine senza puntare il dito necessariamente contro uno schieramento o l’altro: «le responsabilità sono sparse negli anni e nei diversi partiti politici, non solo al centrodestra. Ciò non fa venire meno che è meglio perdere qualche voto ma non la dignità agli occhi della città, che ha avuto troppe etichette negative ma non quelle positive a cui aspira come sport, cultura, turismo. Gli incidenti di percorso, le beghe, non hanno dato l’opportunità a questa città di correre al pari di altre realtà regionali. Mi auguro di avere un consiglio comunale come una grande orchestra, in cui ognuno sappia concorrere al governo diretto da un sindaco che sappia valorizzare tutti».

Verosimilmente, infatti, su 6 candidati a sindaco più di uno sarà dalla parte dell’opposizione, e più di un punto programmatico teoricamente è comune a più liste. «Ho iniziato una campagna elettorale propositiva, non contro perché credo che anche gli altri candidati abbiano la stessa voglia di fare progetti per la collettività», valuta Pegna, «ognuno dei 6 candidati ha temi, non servono beghe e contrasti, ma chi ha annunciato di voler bene a Lamezia deve dimostrarlo anche se dovrà figurare nel campo di opposizione. La mia candidatura è stata qualcosa di nuovo e diverso, ha sorpreso sia la città che me stesso, non si è guardato ai voti ma al tipo di proposta».

In un’eventuale fase da sindaco però non si guarderà agli equilibri partitici: «competenze e volontà di impegnarsi di ognuno fanno la squadra di governo, ma non è un discorso politico quanto amministrativo. Mi auguro che se dovesse capitare a noi governare questa città tutti siano concordi non solo in vista della giunta e delle partecipate, quanto anche delle strutture burocratiche».

Il problema principale infatti, al di là di chi andrà al governo cittadino, è quello della pianta organica e dirigenziale più che risica oltre che un bilancio con pochissimo ambito di manovra. «Una tassa sui biglietti dei voli dall’aeroporto, che in alcune città è di 4,5 euro, potrebbe già da sola dare un grande contributo alle casse comunali», spiega Pegna, e poi «ridisegnare un ufficio Europa che sia ambizioso nell’ottenere i fondi comunitari, ma anche per progetti che guardino al futuro in modo diverso: creare una piazza tra la stazione di Lamezia Terme Centrale e l’area dello svincolo autostradale che non richiederebbe grossi sforzi ma non è mai stata proposta; completare la piazza davanti alla Concattedrale per far tornare la città con un’area adeguata per certi eventi; l’area industriale vista come nuova area di attrazione e produttive; il nuovo Palasport come sfogo regionale; animare e riqualificare il Parco Mitoio e le terme».

Nelle ambizioni di Pegna ci sono così investimenti privati e pubblici da dover attrarre: «abbiamo perso i treni delle Università, possiamo puntare sulle accademie e le formazioni di eccellenza che inducono molti giovani a partire ed andare altrove. Nella nuova città servono anche diverse opere pubbliche, pure quelle basilari come marciapiedi e piazze. I parchi, le aree verdi, le zone con i giochi per i bambini sono i primi luoghi in cui dover investire per rilanciare la socialità cittadina includendo anche i disabili».

Si passa poi a temi di più ampio respiro: «in una logica di risanamento complessivo la prima attenzione è quella sulla Multiservizi, riguardando costi e sprechi ma anche mancate riscossioni. Dobbiamo però recepire nuove risorse, non possono bastare 700.000 euro di oneri di urbanizzazione, il che vuol dire che il settore è fermo. Il territorio si organizza non cementificando però, ma dando indirizzi e zone ben precise creando indotto. Serve assumersi le proprie responsabilità per contrastare i cavilli burocratici, così come unire all’assessore ai servizi sociali anche un indirizzo alla sanità per chiedere la giusta considerazione agli enti preposti, perché l’ospedale ha potenzialità e criticità, ma vede offuscate anche le professionalità esistenti per quanto manca».

Sulla questione Scordovillo la posizione è più cauta: «va affrontata con rigore, ma anche valutando lo stile di vita della comunità e la volontà degli stessi residenti. Va aperto un confronto, un dialogo umanamente fondato per favorire la dislocazione in gruppi ma senza creare un nuovo ghetto o situazioni di intolleranza o comunque difficile integrazione».

Chiusura sulla situazione che troverà in Comune: «i commissari sono figure di passaggio, non sono carnefici o responsabili dell’attuale situazione. La politica che ha lasciato crepe nell’amministrazione, fermando processi di crescita, ha più responsabilità. Lamezia come primo augurio deve farsi quello di avere lunghi periodi di vita democratica».

FORZA ITALIA
1.    Africano Rossana
2.    Alvino Salvatore
3.    Amendola Salvatore
4.    Anania Consuelo
5.    Barris Francesco
6.    Buongiovanni Francesco
7.    Chirumbolo Armando
8.    Condoleo Ugo
9.    Cuda Maria Carmela
10.    De Ponto Antonio
11.    De Sarro Anna Maria
12.    Donato Fulvio
13.    Folino Matteo
14.    La Scala Mariano
15.    Lento Gianpiero
16.    Mastroianni Antonio
17.    Mete Pietro
18.    Ruberto Sabrina
19.    Talarico Giovanni
20.    Taverna Luigi
21.    Torcasio Antonia Valeria
22.    Torcasio Saverio
23.    Torcasio Stefania
24.    Villella Felicia

FRATELLI D’ITALIA
1.    Gianturco Gennaro detto Mimmo
2.    Aiello Ferdinando
3.    Angotti Filomena
4.    Artusa Rosalba Anna
5.    Calidonna Salvatore
6.    Cariglino Antonello
7.    Cavaliere Armando
8.    Chiaravalle Teresa
9.    Chirumbolo Pasquale
10.    De Napoli Guglielmo
11.    Fabiano Cinzia
12.    Ferrise Angelina
13.    Fiozzo Monica
14.    Gallo Pietro
15.    Gigliotti Maria
16.    Grillo Francesco
17.    Landolfi Vincenzo
18.    Mercurio Rosina
19.    Potente Cinzia
20.    Scalise Antonio detto Tonino
21.    Torcasio Pietro
22.    Vescio Pasquale
23.    Vescio Teresa
24.    Viviano Chiara

UDC
1.    Buonocore Fernanda
2.    Carino Giovanni
3.    D’Auria Eviljn
4.    De Sando Corrado
5.    Di Spena Robeto
6.    Falcone Monica
7.    Gullo Francesco detto Bastione
8.    Iacopetta Francesca
9.    Kaufamann Carmela Maria
10.    Miceli Orazio Maria Vittoria
11.    Molinaro Rosario
12.    Morelli Brigida
13.    Nicolazzo Teresa
14.    Pagnotta Giada
15.    Paval Daniela
16.    Raso Valeria
17.    Ruberto Vincenzino 
18.    Russo Concettina
19.    Saffioti Roberto
20.    Saladino Maria detta Mary
21.    Scardamaglia Antonio
22.    Serra Donato
23.    Talarico Fabrizio
24.    Votta Mario 




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