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POLITICA

«Rinviamo le polemiche e lavoriamo perché il ballottaggio sia tra i due candidati del Centro Sinistra per dare a questa città un buon sindaco»

Tra i due litiganti, Pd e Rosario Piccioni, da parte terza si pone Italo Reale nel fornire la ricostruzione delle trattative al tavolo del centrosinistra che hanno portato invece che un candidato unico a sindaco 2 diversi aspiranti, ognuno supportato da 2 liste a testa, con altri 2 partecipanti ritirati prima del rush finale.

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Venerdì 18 Ottobre 2019 - 16:37

Tra i due litiganti, Pd e Rosario Piccioni, da parte terza si pone Italo Reale nel fornire la ricostruzione delle trattative al tavolo del centrosinistra che hanno portato invece che un candidato unico a sindaco 2 diversi aspiranti, ognuno supportato da 2 liste a testa, con altri 2 partecipanti ritirati prima del rush finale.
«Come ricorderanno gli addetti ai lavori ed i giornalisti, ad inizio 2019, ad iniziativa di Aquila Villella, Rosario Piccioni e del sottoscritto, sono state convocate alcune assemblee che avevano lo scopo di trovare un terreno comune del Centro sinistra con altri pezzi di società civile», ripercorre Reale, «le prime riunioni sono andate molto bene con la presenza di diverse decine di persone, non solo di Centro Sinistra ed abbiamo concluso sulla necessità di un documento che avrebbe dovuto (incentrato sull’esclusione della criminalità organizzata dall’attività politica ed amministrativa) essere la base comune  tra il Pd, Lamezia Bene Comune e diverse associazioni compresa Liberi e Forti. Abbiamo provato a dare un punto di riferimento organizzativo che gestisse il Movimento ed abbiamo invitato 3 esponenti del PD a far parte del Coordinamento».
Sul fronte democratico però non si era pronti. «Il Pd ci ha comunicato che prima doveva eleggere un Segretario Cittadino e dopo avrebbe potuto impegnarsi nella costruzione di un area per le elezioni», spiega Reale, «mi sono permesso di parlare con diversi esponenti del mio partito (il Pd) facendolo loro presente che le due cose non erano in contraddizione, anzi, che la presenza di un movimento più ampio aiutava la costruzione di un partito aperto e che la scelta del Sindaco sarebbe stata meno problematica se maturata in un contesto a più voci e con la partecipazione diretta di chi lo avrebbe sostenuto. Ovviamente non ho ottenuto un ripensamento ed il Pd ha abbandonato con il risultato di rendere meno credibile un progetto di unità se il primo partito della coalizione abbandonava il tavolo  per proprie ragioni organizzative».
Il risultato secondo il legale lametino è che «per tutti i mesi che hanno preceduto l’estate il Pd è stato impegnato nella ricerca di una quadra interna, ha ignorato le elezioni e la città e non ha superato le divisioni interne che si sono riproposte nel momento della scelta del sindaco. Abbiamo quindi assistito al congresso del PD e, dopo la scelta del Segretario, “Lamezia Bene comune” (fine luglio, inizi agosto) ha chiesto un incontro ottenendolo solo nel mese di settembre. E’ stato attivato il tavolo, a ridosso delle elezioni, ed il Pd non proponeva nomi mentre gli altri sollecitavano soluzioni tra cui Lamezia bene comune che indicava Rosario Piccino e il sottoscritto (che ricordo è tesserato del PD)».
Uno stallo che è durato anche dopo perché «la cosa è caduta nel vuoto ed il PD ha continuato la sua ricerca solitaria non condividendo  alcuna riflessione, come se il candidato a sindaco fosse la sorpresa di un uovo di Pasqua che i bambini devono scoprire al momento dell’apertura» lamenta Reale, «malgrado questo, ogni qualvolta filtrava il nome di un  candidato che poteva essere di gradimento comune, abbiamo fatto in modo di fare saper all’interessato che sarebbe stato ben gradito. Quindi il Pd, qualche giorno prima della presentazione, ha indicato prima un nome e poi Eugenio Guarascio. Ora la questione che si pone e perché mai il PD ha ritenuto di poter imporre una scelta (ed all’ultimo momento utile) mantenendo, fino a quel momento, il silenzio anche su persone che sarebbero state gradite a tutti. Ed infine perché non  accogliere due nomi  - Rosario Piccioni ed  il mio che continuo a fare politica nel Pd - che potevano rappresentare coerenza, capacità amministrativa ed impegno personale e politico contro la delinquenza organizzata?»
Da separati in coalizione Reale invita all’unione: «rinviamo le polemiche e lavoriamo perché il ballottaggio sia tra i due candidati del Centro Sinistra per dare a questa città un buon sindaco».




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