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POLITICA

«Fratelli d’Italia sollecita il ministro dell’Interno affinché potenzi il commissariato di Polizia di Lamezia Terme»

Lo ribadisce il deputato di Fratelli d'Italia Wanda Ferro, nel corso del question time di FDI al ministro dell’Interno Lamorgese. 

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Mercoledì 06 Novembre 2019 - 17:55

«Fratelli d’Italia sollecita il ministro dell’Interno affinché potenzi il commissariato di Polizia di Lamezia Terme» ribadisce il deputato di Fratelli d'Italia Wanda Ferro, nel corso del question time di FDI al ministro dell’Interno Lamorgese. 

«Il tema della sicurezza dei territori non può restare nel campo della propaganda né in quello delle buone intenzioni a cui non seguono interventi concreti - ha affermato Wanda Ferro - in tutto il Paese c’è un calo della sicurezza percepita, ma ci sono territori in cui la presenza o meno di una Volante della Polizia equivale alla presenza o meno dello Stato, segna la linea di demarcazione tra uno Stato che sta dalla parte dei cittadini e decide di combattere la criminalità, e uno Stato che invece davanti alla criminalità arretra.  Allora oggi vi chiediamo un’azione concreta, che sia anche un messaggio alla comunità calabrese: il potenziamento del commissariato di Polizia di Lamezia Terme, importante città calabrese per estensione territoriale e per popolazione».

La Ferro rimarca come «i sindacati di polizia continuano a denunciare le carenze degli uffici del Commissariato, evidenziando l’enorme difficoltà finanche nel garantire il servizio minimo essenziale, nonostante il sacrificio degli agenti che si prodigano per la sicurezza dei cittadini. Ad oggi il Commissariato di Lamezia Terme conta un organico di 92 unità di cui solo 75 operative, che coprono tutti i servizi dalla Volante all’anticrimine, dall’investigativa all’ordine pubblico al corpo di guardia, e 4 unità vanno sottratte perché impiegate giornalmente nei servizi di tutela. non occorre aggiungere altro per evidenziare l’evidente inadeguatezza dell’organico del Commissariato di Lamezia Terme, rispetto alla mole dei servizi che devono essere garantiti ogni giorno. Stiamo parlando della zona industriale più vasta della Calabria che, al contempo, accoglie al proprio interno il campo rom più vasto del sud Italia. Si torna oggi al voto dopo che l’Amministrazione comunale è stata sciolta per la terza volta per infiltrazioni mafiose, mentre dal punto di vista criminale il territorio di Lamezia rappresenta il crocevia di numerosi traffici illeciti, sul quale si contendono il predominio numerose “famiglie” di ‘ndrangheta, tanto che negli anni, la città è stata teatro di violenti scontri di mafia. Riteniamo che l’impegno del governo sul tema della sicurezza e del contrasto alla criminalità in Calabria sia del tutto inadeguato».

Per la Ferro «la Calabria non è terra di ‘ndrangheta, ma una terra ricca di potenzialità inespresse, di risorse ambientali, paesaggistiche, archeologiche, culturali e umane di straordinario valore. Ma è una terra in cui le cosche di ‘ndrangheta, infiltrate ormai in ogni ambito della classe dirigente, inquinano la vita economica, politica e sociale, minando le possibilità di sviluppo e di crescita della regione. Quello calabrese è un popolo di gente perbene, gente laboriosa, giovani volenterosi e preparati, che rappresentano un baluardo contro le logiche di violenza e sopraffazione delle cosche mafiose. Ma è gente che ha bisogno di avere le istituzioni dalla propria parte. E queste istituzioni non possono mandare messaggi ambigui. E posso citare diversi messaggi di questo tipo: i boss scarcerati grazie ad una legislazione scellerata, magistrati in prima linea come la dottoressa Marisa Manzini che di fronte alle minacce di boss sanguinari si vedono ridurre la scorta, presidi di polizia lasciati sguarniti di personale e senza mezzi. In questa situazione si fa fatica davvero a comprendere da quale parte stiano le Istituzioni, e non è questo il modo di ottenere la fiducia dei cittadini a cui si chiede giustamente collaborazione nelle azioni di prevenzione e di contrasto alla criminalità e al malaffare».




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