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POLITICA

«Risultato punto di partenza. Popolo del centrosinistra respinge soluzioni calate dall’alto»

Analisi elettorali dopo il primo turno secondo Rosario Piccioni

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Giovedì 14 Novembre 2019 - 9:50

Nelle analisi elettorali dopo il primo turno secondo Rosario Piccioni «il risultato ottenuto dell’11% è certamente punto di partenza di un nuovo percorso politico che sicuramente rappresenterà un elemento di forte innovazione nella politica cittadina. A nome di tutti i protagonisti della nostra coalizione voglio esprimere l'orgoglio di avere condotto una campagna elettorale pulita e trasparente, improntata ai valori più alti della politica e assai lontana dalle logiche clientelari che hanno caratterizzato, anche in questa tornata elettorale, altri schieramenti. In particolare siamo orgogliosi di non avere partecipato a cene o incontri organizzati dai titolari con i dipendenti di questa o quella azienda e di questa o quella catena commerciale: il voto per noi è l'espressione più alta della democrazia e non può essere legato al "bisogno" delle persone. Così come rivendichiamo la soddisfazione di non essere tra coloro che in questa campagna elettorale hanno ordinato centinaia di normografi da distribuire a determinati elettori». 

Per il consigliere di opposizione «risalta in modo preoccupante il dato sull’astensionismo che probabilmente segna uno storico record negativo per il primo turno alle elezioni comunali della nostra città, soprattutto se si considera il fatto che si andava al voto dopo due anni di “sospensione” della vita democratica seguita allo scioglimento del consiglio comunale per mafia. Poco più della metà dei cittadini lametini è andato a votare domenica scorsa. Un dato su cui, nel più breve tempo possibile, tutte le forze politiche cittadine devono interrogarsi e trovare le modalità per riagganciare un rapporto reale con una comunità che resta una comunità ferita, dove è urgente riattivare meccanismi di partecipazione democratica. Così come è allarmante, dalle notizie che abbiamo registrato da più parti, il clima di tensione che si è respirato in diversi seggi della città, con episodi inquietanti e scontri fino addirittura a rendere necessario in alcune sezioni l’intervento delle forze dell’ordine. Fatti gravi e pericolosi per la democrazia nella nostra città, segnali del persistere di alcuni meccanismi violenti che continuano a condizionare il voto dei cittadini lametini». 

Sul ballottaggio tra Paolo Mascaro e Ruggero Pegna il parere di Piccioni è che «ci sono alcuni elementi del voto su cui occorre riflettere e che offrono spunti molto interessanti. Tra i quattro candidati a sindaco più votati e che entreranno in consiglio comunale, solo due ottengono un voto nettamente superiore rispetto alla propria coalizione: Mascaro ottiene 2.129 voti in più rispetto alle liste, con un incremento percentuale pari al 16%; il sottoscritto ottiene 665 voti in più rispetto alle liste con un valore aggiunto di oltre il 18,50% rispetto alle liste. Il candidato Guarascio ottiene circa 250 voti meno delle liste, con un decremento percentuale di meno 4,27% rispetto alla coalizione. Il dato numerico, sommando le nostre liste e quelle di Guarascio, conferma il persistere in città di uno “zoccolo duro” di centrosinistra che si attesta intorno al 30%». 

Dopo tutte le polemiche prima della consegna delle liste, Piccioni nel post voto suppone che «il centrosinistra unito e con un candidato ben identificabile nei valori del centrosinistra sarebbe arrivato sicuramente al ballottaggio e avrebbe potuto giocarsi la seppur complicata partita per il governo cittadino.  La differenza tra i voti delle liste e i voti al candidato a sindaco del Pd conferma quanto abbiamo più volte affermato nei mesi scorsi: il popolo del centrosinistra ricercava l’unità attorno a una figura con una chiara riconoscibilità politica, che fosse espressione del centrosinistra lametino.  Da parte nostra, e lo abbiamo ribadito in più occasioni, non c’è mai stata alcuna riserva personale nei confronti di Guarascio né nei confronti di altri candidati della cosiddetta società civile. Le riserve erano di natura politica legate soprattutto ai tempi brevissimi della campagna elettorale. Ancora una volta il popolo del centrosinistra lametino, e i risultati e i dati elettorali lo confermano, respinge le soluzioni “calate dall’alto” e le operazioni politiche costruite nelle stanze chiuse». 




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