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POLITICA

La presenza di Carmelo Furci al seggio 17 oggetto di un'interrogazione al Ministero dell'Interno da parte di Giuseppe D'Ippolito

Nodo del contendere la dichiarata presenza di Carmelo Furci all’interno del seggio 17, collocato all’interno della scuola Manzoni, secondo Pegna come rappresentante di una delle due liste che appoggiano Paolo Mascaro, aspetto non confermato dall'aspirante sindaco. 

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Venerdì 15 Novembre 2019 - 12:15

«Ho presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno sul contenuto delle recenti dichiarazioni di Ruggero Pegna, candidato sindaco di Lamezia Terme, relative al presunto collegamento elettorale tra un candidato in una lista dello sfidante Paolo Mascaro e un soggetto da poco arrestato per usura ed estorsione, tra l’altro assieme accusato di ricettazione e detenzione abusiva di armi comuni da sparo e di materiale esplosivo». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, che precisa: «se fosse provato questo collegamento elettorale dell’arrestato con un candidato di Mascaro, saremmo di fronte a una vicenda allarmante, che confermerebbe tutti i dubbi che io e il Movimento 5 Stelle abbiamo sollevato nel tempo sui rapporti politici ed elettorali riconducibili all’ex sindaco di Lamezia Terme, Comune sciolto per infiltrazioni proprio durante il suo mandato».

Nodo del contendere la dichiarata presenza di Carmelo Furci all’interno del seggio 17, collocato all’interno della scuola Manzoni, secondo Pegna come rappresentante di una delle due liste che appoggiano Paolo Mascaro, aspetto non confermato dall'aspirante sindaco. 

«Si tratta allora di verificare alla svelta il caso in questione ed anche le storie personali dei candidati nelle liste dei due aspiranti sindaco giunti al ballottaggio. Ricordo – sottolinea il deputato del Movimento 5 Stelle – che con il nuovo articolo 416-ter è punito chiunque accetti in via diretta e immediata o tramite interposta persona la promessa di procacciare voti fatta da un appartenente ad associazione mafiosa. La pena è aumentata della metà se il beneficiario di quei voti viene poi eletto. Per evitare l’ennesimo scioglimento del Comune di Lamezia Terme – conclude D’Ippolito – avevamo chiesto controlli, a partire dalle singole forze politiche, con piena coscienza di tutti i danni prodotti alla comunità locale dallo scioglimento e dal commissariamento per ‘ndrangheta. Lamezia Terme non può subire ancora, per responsabilità che all’occorrenza sono dei vecchi partiti, l’onta di un nuovo scioglimento e l’ennesima compressione della democrazia».




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