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POLITICA

Don Giacomo Panizza indicato come volto per la campagna sulle offerte deducibili della Cei

Una remunerazione mensile che va dagli 870 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, fino ai 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione. 

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Lunedì 09 Dicembre 2019 - 17:15

Nel mese per il sostentamento del clero il Cei richiama l’attenzione sul ruolo delle offerte deducibili e ricorda ai fedeli che i sacerdoti sono affidati alla loro generosità per compiere con serenità il proprio compito. Tra i 34.000 preti diocesani si segnala in Calabria Don Giacomo Panizza, fondatore della comunità “Progetto Sud” a Lamezia Terme, che ha sfidato la ‘ndrangheta, al servizio degli esclusi e costruttore di solidarietà.

Nata dall’intuizione del sacerdote che, dopo aver discusso una tesi su “Handicap e Catechesi” presso la comunità di Capodarco, decise di ispirarsi a quel modello in Calabria aprendo luoghi dove le persone con disabilità potessero diventare protagoniste, puntando per loro ad autonomia economica ed un ruolo sociale senza limitarsi alla sola assistenza. Negli anni ‘80 sul territorio gli operatori intercettavano ancora minori disabili mai andati a scuola: così la comunità promosse in Calabria la prima legge regionale per superare l’emarginazione di questi cittadini (n. 28/84). Con un passato in fabbrica da metalmeccanico Don Giacomo, figlio di operai, 72 anni di cui 43 spesi in Calabria, è stato insignito lo scorso mese del prestigioso Premio Internazionale Nassiriya per la Pace 2019 quale “riconoscimento e attestato di stima per l’impegno profuso in questi anni a favore della legalità e della pace”.

«Appena arrivato qui – racconta don Giacomo alla rivista Sovvenire, il trimestrale Cei di informazione sul sostegno economico alla Chiesa – il vescovo di Lamezia mi concesse subito un’ala del seminario minore dove avviammo la prima comunità. Anni dopo il commissario prefettizio del Comune, dopo aver offerto a famiglie e ad altre realtà l’utilizzo di stabili confiscati alla ‘ndrangheta, avendo ottenuto da tutti un rifiuto, propose alla Comunità Progetto Sud di avviare a Lamezia l’uso dei beni confiscati. Accettammo la coraggiosa proposta con il sogno di regalare alla città meno paura. Nel tempo abbiamo affrontato momenti difficili (anche con attentati alla stessa casa alloggio, ndr), ma possiamo dire di aver vinto noi la sfida della legalità». Grazie al suo impegno sono nate le cooperative per la formazione, il trasporto e il recupero scolastico dei disabili. E ancora, un centro riabilitazione (in convenzione con la Asl), i gruppi di persone con disabilità e loro familiari, l’inserimento lavorativo per persone appartenenti alle cosiddette “fasce deboli”, l’auto-organizzazione all’insegna del “si può fare”. 

«Da sacerdote in questi anni ho costruito insieme a persone in carrozzella, famiglie in difficoltà, disarmati e sfiduciati, “perché attraverso di loro fossero manifestate le grandi opere di Dio - spiega don Panizza - Ho scommesso su questa pagina del Vangelo di Giovanni, in cui Gesù spiega così il destino del cieco nato. L’esperienza del fare insieme ha dato molti frutti. C’è una grande fiducia nella Chiesa, il prete può fare sempre la differenza. Tanti cittadini ci affiancano nonostante le intimidazioni perché sanno di costruire così un’Italia diversa anche per se stessi. La dignità di ognuno viene dal Vangelo. Impegnarsi per la giustizia in terre di mafia non è facile, ma io avrei più paura a stare zitto e a sottomettermi ai prepotenti. Io non sarei più io».

La Comunità Progetto Sud oggi è composta da una rete di servizi, volti al rafforzamento sociale del territorio e sviluppati anche in collaborazione con la Caritas diocesana. Una galassia di interventi che si estende anche ad altri cittadini vulnerabili come persone affette da dipendenze e minori soli in difficoltà. Per loro la casa “Luna Rossa” è un porto sicuro mentre la casa famiglia Dopo di noi, attiva dal 2009 all’interno di una palazzina confiscata al clan dei Torcasio, apre le porte a 6 persone con disabilità gravi, le cui famiglie non riescono più a sopportare l’intero carico assistenziale
Tra le numerose attività, promosse in oltre quarant’anni da Don Giacomo, figurano anche volontariato in carcere e comunità di recupero dalle tossicodipendenze, case-accoglienza per le gestanti sole e ludoteca nei quartieri a rischio, patti territoriali per l’occupazione giovanile, bottega del commercio equo e azienda agricola bio a sostegno anche di malati di Hiv.  E inoltre lo sportello informativo sulla disabilità, le sedi regionali delle associazioni Fish (per il superamento dell’handicap, Dpi (Disabled People International), la sede regionale del Forum del Terzo Settore e Banca Etica. Sono tanti i progetti svolti in collaborazione con la Caritas e altre realtà territoriali di volontariato. Oggi la palazzina di via dei Bizantini, sede della Comunità Progetto Sud, oltre ad essere diventata simbolo e fulcro di innumerevoli iniziative sociali è anche crocevia di qualità della vita e diritti.

«Nelle diverse manifestazioni che organizziamo – evidenzia don Giacomo – questa casa è diventata tappa obbligatoria. Siamo oltretutto nel quartiere Capizzaglie, rinomato per un pane particolarmente buono: così ogni volta che un corteo si ferma, simbolicamente offriamo il pane a tutti, come gesto di solidarietà e fraternità. Quello “spezzare il pane” insieme ai più deboli, che anche qui a Lamezia mescola terra e cielo».

Nel 2018 in Italia sono state raccolte 98.927 Offerte, per un totale di 8.801.301,17 euro. Queste concorrono a rendere possibile la remunerazione mensile dei 30.985 sacerdoti secolari e religiosi a servizio delle 224 diocesi italiane e dei 2.956 sacerdoti che, per ragioni di età o di salute, dalla previdenza integrativa. Sono sostenuti così anche circa 400 sacerdoti impegnati nelle missioni nei Paesi in via di sviluppo come fidei donum. Il contributo è deducibile fino ad un massimo di 1.032,91 euro l’anno.

Le donazioni vanno ad integrare la quota destinata alla remunerazione del parroco proveniente dalla raccolta dell’obolo in chiesa. Ogni curato infatti può trattenere dalla cassa parrocchiale una piccola cifra (quota capitaria) per il suo sostentamento, pari a circa 7 centesimi al mese per abitante. In questo modo, nella maggior parte delle parrocchie italiane, che contano meno di 5.000 abitanti, ai parroci mancherebbe il necessario. Le Offerte e l’8xmille vengono allora in aiuto alla quota capitaria.

L’8xmille oggi è strumento ben noto e non costa nulla di più ai fedeli. Le Offerte invece sono un passo ulteriore nella partecipazione: comportano un piccolo esborso in più, ma indicano una scelta di vita ecclesiale. Tuttora le Offerte coprono circa l’1,8% del fabbisogno e per remunerare il clero diocesano bisogna ancora far riferimento all’8xmille. Ma il loro significato indica un’ulteriore consapevolezza e partecipazione alla vita di tutte le comunità italiane, oltre che della propria. I contributi versati vengono inviati all’Istituto centrale sostentamento clero di Roma, che li distribuisce equamente tra i preti diocesani. Assicura così una remunerazione mensile che va dagli 870 euro netti al mese per un sacerdote appena ordinato, fino ai 1.354 euro per un vescovo ai limiti della pensione. 




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