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INPROVINCIA

La giunta comunale di Maida a maggioranza delibera di intimare il ritorno della farmacia dal centro commerciale a Vena di Maida

Atto suffragato dalla sentenza del consiglio di Stato e dal parere dell'Asp di Catanzaro

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Mercoledì 11 Dicembre 2019 - 8:50

Al centro ancora di polemiche la vicenda della farmacia trasferita dall’originaria sede di Vena di Maida all’ingresso del centro commerciale collocato a valle.
Con delibera di Giunta nr. 224 del 09-12-2019 il Comune di Maida ha respinto la richiesta di trasferimento avanzata dal gruppo Aloe e invita «al rispetto di quanto riportato nella sentenza passata in giudicato del Consiglio di Stato (ultimo grado di giustizia amministrativa in Italia), la nr. 3744/2018, a tutela della salute e del presidio farmaceutico storicamente al servizio dell’importante e popolosa frazione di Vena di Maida. La stessa farmacia che era stata, in base a quanto riportato dalla sentenza, “impropriamente” (per usare un eufemismo) trasferita all’interno di un’area commerciale», spiega la nota dell’amministrazione comunale, rimarcando che «il rispetto della legge e delle sentenze (e ancora di più in una regione difficile come la Calabria) rappresenta l’orizzonte che deve vedere nella certezza delle regole e dello stato di diritto un elemento di tutela, sicurezza e di legalità per ogni cittadino e per ogni comunità. Nessun cittadino dovrebbe mettere in dubbio questo ineliminabile principio che deve regolare il vivere civile».
Si richiama il passaggio della sentenza in cui si rimarca come «la farmacia in questione si è traferita in zona poco abitata e, nel contempo, lontano circa 8 Km dalla sede originaria (Vena). Ciò ha determinato un vulnus nell’assistenza farmaceutica, che deve essere garantita agli abitanti della frazione di Vena di Maida. Nella località in cui è stata trasferita la farmacia non risulta residente alcun cittadino di Vena, non è zona soggetta ad espansione urbanistica e non esiste continuità abitativa tra la frazione e la nuova ubicazione».
Citando anche il parere dell’Asp di Catanzaro «che con una nota, poi confermata con una successiva comunicazione, ha invitato l’organo esecutivo dell’amministrazione di Maida a far rispettare il deliberato del Consiglio di Stato» la giunta a maggioranza relativa (3 voti a favore e 2 voti contrari) da deliberato «dopo un’ampia e approfondita discussione, con l’unanime preoccupazione di garantire servizi e non lasciare del tutto sguarnita la comunità di Vena».
Il Sindaco Salvatore Paone in una nota ha voluto ringraziare la propria compagine: «ringrazio tutti i componenti della Giunta comunale di Maida, nessuno escluso. Sono orgoglioso di governare insieme a voi il Comune di Maida. Orgoglioso di ciascuno di voi, anche di chi in questo esecutivo ha votato diversamente da me. Abbiamo dimostrato grande maturità e grande capacità di confronto. Per questo ho profonda riconoscenza per ciascuno di voi e per l'intera maggioranza. Alla fine dovevamo assumere una decisione e abbiamo deciso con il criterio della maggioranza relativa, un metodo democratico che merita rispetto e testimonia la capacità di confronto costruttivo nell’interesse dell’intera comunità. Chi in queste ore sui social sta provando a strumentalizzare questo nostro grande valore democratico deve trovare in noi la massima unità e la più convinta risposta in tutti i modi possibili. Sono certo che la scelta a maggioranza è stata dettata da un profondo senso di libertà nello svolgimento del mandato da parte di ogni componente della Giunta e dalla capacità di sintetizzare nel superiore interesse della comunità spinte ed esigenze contrastanti, ed è figlia di un'amministrazione onesta e trasparente che del senso della legalità vuole fare il proprio metodo e la propria bandiera. Grazie di cuore a tutti i componenti della Giunta. Da domani lavoreremo uniti per far valere nel più breve tempo possibile i diritti e la legittima attesa di una piena assistenza farmaceutica nell’importante comunità di Vena, vigilando insieme affinché la salute dei nostri concittadini venga tutelata al più presto con l’immediata riapertura del presidio farmaceutico nell’importante e popolosa frazione».
 




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