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POLITICA

Rischio trasferimento a Settingiano e Catanzaro per i lavoratori lametini del call center di San Pietro Lametino

Dopo i 1800 dipendenti della vertenza Infocontact, ora ad essere interessati sono circa 800 dipendenti di cui la maggioranza arrivano da Lamezia ed il suo circondario.

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Venerdì 10 Gennaio 2020 - 18:40

L’Amministrazione comunale di Lamezia Terme si schiera a sostegno dei lavoratori della Abramo C.C. contro la paventata notizia di trasferire gradualmente le attività sulla sede di Catanzaro e di Settingiano i dipendenti attualmente collocati nella struttura di San Pietro Lametino, precedentemente gestita da Infocontact in locali di proprietà della fondazione Terina. Sarebbero, infatti, numerosi i lavoratori lametini che subirebbero disagi di ogni genere andando ad intaccarne la serenità lavorativa e personale.
«Come amministrazione e come primo cittadino – dichiara Paolo Mascaro – abbiamo immediatamente accolto l’invito formulato dalle associazioni sindacali per un confronto istituzionale, da tenersi presso il Palazzo di Città, con la Fondazione Terina , con il Presidente della Provincia di Catanzaro e con i candidati Governatori di tutti gli schieramenti, per trovare una soluzione alla decisione del trasferimento della sede operativa a Catanzaro. Crediamo come Amministrazione – continua Mascaro – che sia assolutamente necessario difendere la sede lametina, comprendendo che la centralità geografica di Lamezia Terme si presti bene ad ospitare lavoratori che provengono anche dalle zone limitrofe».
Secondo il primo cittadino «non possiamo accettare che la freddezza di logiche matematiche possa avere la priorità sul benessere di tanti dipendenti che giustamente difendono il proprio posto di lavoro. Necessario sempre ricordare che i lavoratori costituiscono intelligenze e vitalità umane da tutelare e stimolare, garantendo loro un posto di lavoro che possa essere agevole da raggiungere e confortevole nello svolgimento dell’attività».
Al centro del problema il rapporto tra il proprietario dello stabile, la Fondazione Terina, e la società di Abramo: la prima non ha accettato di effettuare i lavori di manutenzione richiesti da tempo (anche dopo una sanzione irrorata alla società da parte dello Spisal per i controlli effettuati a settembre), l'azienda di Abramo di conseguenza ha dato disdetta al 30 giugno relativamente al contratto non avendo ottenuto neanche la possibilità di effettuare da sé i lavori rifacendosi poi su quanto dovuto.
Dopo i 1800 dipendenti della vertenza Infocontact, ora ad essere interessati sono circa 800 dipendenti di cui la maggioranza arrivano da Lamezia ed il suo circondario.
g.g.




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