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POLITICA

L'amministrazione comunale studia una serie di ipotesi per contrastare il fenomeno del randagismo e la tutela degli animali

Sul tema randagismo in città interviene il Antonietta D’Amico, consigliere comunale di maggioranza, incaricata dal sindaco Mascaro a portare avanti una discussione, di conseguenza progetti, con quanti da anni si battono sul nostro territorio per aiutare gli animali ed i cittadini

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Sabato 11 Gennaio 2020 - 17:35

Sul tema randagismo in città interviene il Antonietta D’Amico, consigliere comunale di maggioranza, incaricata dal sindaco Mascaro a portare avanti una discussione, di conseguenza progetti, con quanti da anni si battono sul nostro territorio per aiutare gli animali ed i cittadini. «I volontari, di cui conosco perfettamente l’operato – ha spiegato la D’Amico – non possono fare tutto da soli, da qui la necessità di mettersi a disposizione perché si possa attivare quanto necessario e nelle nostre possibilità, per tentare di risolvere i problemi. C’è il mio assoluto impegno su questo tema, come battaglia di civiltà nel rispetto del benessere animale,  della città, del decoro urbano, del senso civico, nel rispetto di chi è amante degli animali, ma anche di chi non lo è». 
I primi incontri si sono tenuti già durante queste vacanze di Natale, impostando attività rivolte «alla lotta fattiva al randagismo, ma anche ad una serie di campagne informative soprattutto anti abbandono, l'istituzione di aree canine recintate nei nostri bellissimi parchi, progetti di integrazione e sensibilità coinvolgendo le associazioni che si occupano di disabili, di anziani, di educazione nelle scuole per i bambini e di integrazione culturale con i migranti» ma anche «istituzione di pronto soccorso veterinario, di colonie feline riconosciute dal comune, gattili e sterilizzazione gatti» riassume l'esponente di maggioranza. 
All’incontro tenutosi il 3 gennaio erano presenti: Paolo Mascaro Sindaco; Giuseppe Angelini, Guardie Ecozoofile Fare Ambiente; Clara Solla, delegata Oipa Lamezia Terme; Rossana Longo,  Associazione Fata protezione Animali; Gianluca Grandinetti, Regione Calabria; Giuseppe Caparello Asp di Catanzaro; Piera Gonzales, Associazione Maidasoli ONLUS; il direttore Sanitario del Canile di Lamezia Terme, Giuseppe Garcea; Francesco Severi,  del Canile Lamezia Terme  (Multiservizi); il tenente Aldo Rubino, vicecomandante della Polizia Locale; Asnora Porcaro - Servizio Ambiente Comune di Lamezia Terme; Francesco Dattilo, assessore del  Comune di Lamezia Terme; Antonietta D'Amico, consigliera comunale insieme a lei l’associazione SenzaNodi di Nadia Donato.  
La serie di temi trattati ha visto soluzioni mirate partendo dal continuo proliferare di cucciolate, esaminando tutta una serie di numeri di carattere esponenziale che necessitano misure immediate; la situazione del Canile comunale di Lamezia Terme, grazie alla presenza del direttore sanitario Garcea e delle associazioni accreditate che si danno da fare per far adottare i cani presenti in canile, rilevando un sensibile positivo  miglioramento del numero delle adozioni negli ultimi mesi; sterilizzazione dei randagi, con conseguente re-immissione sul territorio dopo una breve degenza post intervento, cercando di renderli più mansueti dopo la castrazione, stante l'effettiva problematica di trovare altra sistemazione per questi animali, essendo canile e rifugi nelle vicinanze al collasso. I cani in questione verrebbero accalappiati, vaccinati, sterilizzati, identificati (con microchip) e dopo breve degenza post operatoria reimmessi sul territorio sotto la supervisione delle associazioni che appunto si impegneranno a trovare loro adozione; le associazioni dal canto loro continueranno a monitorare tali animali, in modo da poter lavorare, come già fanno, per trovarvi adozione, sicuri che limitandosi l'emergenza "cuccioli" potranno dedicarsi maggiormente alla campagna adozioni di questi cani adulti; campagne sanzionatorie nei confronti dei proprietari di cani "padronali" che vengono lasciati liberi di circolare e di accoppiandosi con altri cani di proprietà o randagi, contribuendo in modo gravissimo ad alimentare il "serbatoio" randagismo.
Si è poi sottolineata l'importanza di sanzioni per chi circola senza attrezzature per la raccolta delle deiezioni canine (nel rispetto del decoro urbano); sanzioni per chi detiene cani senza Microchip e quindi  necessaria opportuna registrazione all'anagrafe canina; possibilità di procedere a convenzioni con strutture veterinarie da parte del comune per quanto riguarda gli interventi in caso di cani incidentati; ipotesi di attrezzare l'ambulatorio presente nel canile comunale per procedere nell'"emergenza" alla sterilizzazione dei randagi, ed adibire dei box ,sempre nel canile, per l'area ricovero post degenza.




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