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POLITICA

Lo stop all'ambulatorio di ostetrica al centro di una interrogazione al ministro Speranza

Lo annuncia la parlamentare Wanda Ferro in vista della protesta prevista domani mattina davanti l'ospedale

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Domenica 12 Gennaio 2020 - 13:5

«Gli ospedali calabresi continuano ad essere teatro delle passerelle elettorali di politici e uomini di governo: peccato che alle strette di mano e agli ampi sorrisi a favore di telecamera non seguano interventi conseguenti, come ad esempio garantire la disponibilità in organico di medici e personale sanitario in modo da non costringere gli ospedali a chiudere importanti reparti ed ambulatori». E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, che annuncia una interrogazione al ministro della Salute sulla situazione che si è venuta a determinare nell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, che ha recentemente ospitato la visita del segretario Pd Zingaretti. A causa della mancanza di medici, infatti, sono stati sospesi i servizi ambulatoriali del reparto di Ostetricia e Ginecologia, che nell’ultimo anno ha perso due dirigenti medici mai sostituiti. Stesso problema emerso, per altro, anche in altri reparti con simili soluzioni.
«Una decisione - spiega Wanda Ferro - assunta anche nel tentativo di salvaguardare la presenza del punto nascita nel nosocomio lametino, che serve un comprensorio di oltre 140.000 abitanti, grazie anche allo spirito di servizio del personale che affronta turni massacranti. Una situazione inaccettabile - conclude Wanda Ferro - considerati i tanti giovani medici calabresi ai quali viene negata la possibilità di lavorare nella propria terra, mentre vediamo sfumare in mobilità passiva oltre 300 milioni l’anno, risorse che servono a finanziare i servizi sanitari del centro-nord». 
Il deputato di Fratelli d’Italia conferma la sua adesione alla manifestazione che si terrà nella mattina di domani, davanti all’ospedale di Lamezia Terme, ma anche in questo caso nessun accenno al dissesto dichiarato dall'Asp di Catanzaro attualmente sotto gestione commissariale dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose.




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