Tra i campanili già color ruggine e sotto la vetrata multicolor, le porte della nuova chiesa di San Benedetto vengono aperte dal segretario di Stato vaticano

Ad indossare la fascia tricolore è Rosario Fusaro, ma sulla porta è il sindaco di Catanzaro ad accogliere il clero

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    Di GIANLUCA GAMBARDELLA
    Tra i campanili già color ruggine e sotto la vetrata multicolor, le porte della nuova chiesa di San Benedetto vengono aperte dal segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, accompagnato oltre che dagli obiettivi della stampa ufficiale (tutta la cerimonia è stata trasmessa in diretta tramite la produzione di Live Med) anche da tutti gli schermi di smartphone e macchine fotografiche di vario tipo dei fedeli accalcati fuori dall’ingresso. Molti altri avevano già affollato l’interno della chiesa, lasciandosi andare a commenti più o meno istituzionali ed estetici del nuovo luogo di culto, mentre quella che dovrà diventare Piazza Lamezia per questa giornata inaugurale è un parcheggio a cielo aperto in terra battuta. Anche la viabilità interna di collegamento con il parcheggio asfaltato ancora non è completata, altro aspetto che chiamerà in causa il Comune, ovvero “i vicini di casa” oggi rappresentanti da Rosario Fusaro, componente della terna commissariale chiamato last minute per evitare che un evento importante per la città non vedesse nessuno indossare la fascia tricolore (portata invece da sindaci dell’hinterland, ma non da quello di Catanzaro, Sergio Abramo, che accolto sulla porta insieme al progettista Portoghesi l’arrivo del corteo ecclesiastico) mentre ancora stamattina alcuna comunicazione ufficiale era giunta a coloro i quali avevano amministrato la città da fine novembre 2017 al termine del febbraio scorso all’insegna dell’“inagibilità diffusa”. Oggi però non si è badato molto alla fase di cantiere aperto (anche se i lavori effettuati fino all’ultimo minuto da parte della ditta incaricata, Ferraro, hanno ridotto al minimo ogni sensazione di incompiuta o di insicurezza), per il complesso interparrocchiale che potrà definirsi concluso nei prossimi 2 mesi (ospitando varie attività sociali ma anche la mensa caritas). Accompagnato così dai vari rappresentanti della diocesi lametina, e da vari vescovi calabresi, Parolin ha eseguito tutti i riti legati all’avvio della nuova chiesa che dovrà essere punto di riferimento di tutto il lametino, ma solo il placet da parte del Vaticano arriverà l’ufficiale definizione di concattedrale. 

    LE FOTO DELLA CELEBRAZIONE

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    Un post condiviso da Lameziainforma (@lameziainforma) in data: Mar 25, 2019 at 9:24 PDT

     

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