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Tra luglio ed agosto 700.000 passeggeri transitati dall’aeroporto di Lamezia Terme, ma sui lavori allo scalo è ancora buio istituzionale

L’ex Prefetto però, anche in questo caso, non dice nulla sull’ammodernamento ed ampliamento del principale scalo calabrese, quello di Lamezia Terme, fermo nel limbo tra copertura finanziaria da trovare e disimpegno della Regione rispetto all’accordo precedente per rispettare i vincoli europei

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    Si dichiara soddisfatto dei dati di traffico pubblicati da Assaeroporti il presidente della Sacal, Arturo De Felice, sostenendo che questi «certificano la costante crescita del sistema aeroportuale Calabrese, con un volume di traffico complessivo di circa 416.000 passeggeri (solo su Lamezia ne son transitati 356.572, di cui 217.573 nazionali e 137.619 esteri), in crescita del 11,8% rispetto al luglio 2018. I dati di proiezione confermano anche per agosto il trend di crescita, con circa 400.000 passeggeri complessivamente stimati sui tre scali regionali. Per lo scalo di Lamezia Terme si tratta del periodo di picco luglio-agosto più trafficato di sempre, con oltre 700.000 passeggeri transitati nei due mesi, ed un tasso di crescita medio dell’8,6% rispetto al già ottimo periodo luglio-agosto del 2018».
    De Felice rimarca anche che «nello stesso bimestre si registrano oltre 40.000 passeggeri a Crotone (+20%) e circa 80.000 passeggeri a Reggio Calabria (+21,5%): ne risulta che nei mesi di luglio e agosto 2019 oltre 820.000 passeggeri hanno utilizzato gli aeroporti in gestione a Sacal Spa», ma ci sono anche le note dolenti: «nel registrare la decisione di Blue Panorama di anticipare – come fatto già a giugno per altre rotte – la chiusura del volo da Reggio Calabria per Bergamo, Sacal, oltre ad aver attivato ogni forma di tutela per violazione degli obblighi contrattuali da parte della sopracitata compagnia, continua le proprie interlocuzioni con altri vettori per identificare valide e sostenibili alternative. Per quanto riguarda lo scalo di Reggio Calabria, è tuttavia bene ricordare che lo stesso ha limitazioni che richiedono l’impiego di piloti in possesso di adeguate e specifiche formazioni professionali, il che scoraggia nuovi operatori a considerare lo scalo nei propri programmi di sviluppo. Sulla risoluzione di tale criticità, già da tempo Sacal ha investito direttamente Enac, e da ultimo lo ha fatto nel corso della recente conferenza stampa tenutasi proprio presso lo scalo di Reggio Calabria».
    Il presidente assicura che il lavoro «prosegue parallelamente anche sui tavoli tecnico-amministrativi con Mit, Enac, Enav e Regione Calabria, per gli investimenti da attivare sui tre scali, ivi incluso l’imminente avvio per gli Oneri di Servizio pubblico a favore dello scalo di Crotone. Tutto questo tenendo sempre altissima l’attenzione sul contenimento dei costi e l’equilibrio dei conti, come ampiamente dimostrato dal risultato di bilancio per l’anno fiscale 2018. È paradossale dover assistere a critiche espresse da soggetti alla disperata ricerca di visibilità che non hanno alcuna qualificazione e/o competenza in materia di trasporto aereo, critiche che per di più non sono neanche sostenute dai fatti. La realtà è che il mandato affidato a questa amministrazione è stato quello di garantire la massima trasparenza, la sostenibilità economico-finanziaria e la continuità operativa dei tre scali della Calabria, due dei quali provenienti da fallimenti societari. I fatti ci hanno dato e ci stanno dando ragione».
    L’ex Prefetto però, anche in questo caso, non dice nulla sull’ammodernamento ed ampliamento del principale scalo calabrese, quello di Lamezia Terme, fermo nel limbo tra copertura finanziaria da trovare e disimpegno della Regione rispetto all’accordo precedente per rispettare i vincoli europei. Ma anche il Comune di Lamezia Terme, che a novembre saluterà la terna commissariale arrivata a fine 2017, non ha ad oggi espresso alcuna posizione né direttamente né tramite il consigliere nominato.
    g.g.

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