«Quale ruolo per l’ospedale di Lamezia? Occorrono dati concreti e tempi certi»

Dopo tutte le sedute non proficue avute fino ad ora, non essendo competenza comunale, l’ennesima discussione nel consiglio comunale che verrà sul tema sanità viene richiesta da Salvatore De Biase, ex presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme

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    Dopo tutte le sedute non proficue avute fino ad ora, non essendo competenza comunale, l’ennesima discussione nel consiglio comunale che verrà sul tema sanità viene richiesta da Salvatore De Biase, ex presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme, reputando che «si respira aria di rinnovamento e la sintesi di un consiglio comunale unanime, determinato e combattivo sul tema sanità è dovuto e più che mai necessario. Occorre richiamare le istituzioni preposte al loro ruolo perché la sanità a Lamezia va avanti solo grazie alla riconosciuta professionalità e abnegazione degli operatori del settore».
    L’ex presidente del consiglio comunale pone alcuni quesiti: «che fine ha fatto la proposta di fusione tra Pugliese-Ciaccio, Mater Domini e l’ospedale lametino? Nell’ipotesi di fusione, Lamezia avrà un ruolo meritevole e paritario con le altre strutture del capoluogo? Sarà avviato un dibattito serrato sul Decreto Calabria, ritenuto dai tanti non adeguato, così come inadeguati sono stati i tanto decantati commissariamenti di Scura, Cotticelli e dei loro predecessori?» Risposte che dovrebbe dare il Governo, prima giallorverde ora giallorosso, mentre a livello Regionale le elezioni fissate per gennaio fanno presagire che di sanità, come nel 2014, parleranno tutti ben coscienti che il settore è commissariato.
    «Come la stampa riporta giornalmente – prosegue De Biase – con Cotticelli persistono i risultati fallimentari sui Lea, sull’emigrazione sanitaria, da capogiro, e sul personale che in Calabria manca ovunque. E’ arrivato il momento di assumersi precise responsabilità», evidenziando che «una risposta chiara la dovrebbero dare anche i nostri deputati D’Ippolito e Furgiuele, attori necessari per il nostro territorio. Loro sanno perfettamente che non basta dire ‘ok’ ad uno spoke da migliorare, mentre questo si svuota; non basta dire ‘si’ a una fusione sanitaria che per Lamezia non arriva. I processi vanno accompagnati». 
    Si calcola che «l’eventuale fusione sanitaria tra Catanzaro e Lamezia, dovrà significare che il 33% delle risorse venga riconosciuto alla sanità della piana con la realizzazione concreta, e non ipotizzata o rinviabile in tempi indefiniti, di servizi e reparti specialistici. Inoltre – precisa De Biase – dopo la discussione già effettuata sul protocollo d’intesa, l’atto aziendale dovrà contenere certezze nel pieno rispetto delle realtà territoriali. Altrimenti ci troveremo di fronte all’ennesima presa in giro che per Lamezia non è assolutamente accettabile. Per questo chiediamo impegni reali, indicando tempi e modi per la loro realizzazione». 
    Si lamenta come «l’ospedale di Lamezia e la struttura di Soveria, giorno dopo giorno, registrano disservizi e subiscono le proteste dei cittadini, nonostante – continua De Biase – la presenza di validi medici, personale sanitario e amministrativo snobbato, e colpevolmente guidato dalla città dei tre colli, lontana, distinta, distante, e forse anche interessata al disinteressamento generale»
     

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