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La Sprar Due Soli celebra 10 anni e confida nel Comune per andare avanti

Anche per chi è venuto da un paese straniero Lamezia Terme è piena di potenzialità inesplose, e prova la stessa delusione per i disservizi esistenti o per le brutture che si vedono

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    Di GIANLUCA GAMBARDELLA
    Migrant Day celebrato al Tip Teatro, con l’esito del laboratorio teatrale curato anche insieme allo Sprar Due Soli dopo il confronto sullo stesso palco, festeggiando anche il decennale dell’esperienza di accoglienza diffusa tramite le riprese di Antonio Grande.
    Roberto Gatto, responsabile del progetto, ricorda la celebrazione effettuata ieri a Miglierina, dove lo Sprar accoglie madri e figli piccoli che ogni pomeriggio stanno iniziando a prendere il caffè con i vicini. «Festeggiamo 10 anni di integrazione, ma anche di storie di guerra, esperienze traumatiche, persone che hanno avuto la forza di scappare per cercare un futuro migliore» riassume Gatto, «siamo nati unendo varie realtà, in questi anni abbiamo accolto più o meno 200 persone di varia nazionalità, ma non ci siamo voluti chiudere in noi stessi». Dopo lo sfratto da via Cassiodoro per l’inagibilità sostenuta dall’amministrazione comunale commissariale di un bene confiscato, Gatto auspica che «le richieste di ulteriori beni confiscati possa andare a buon fine. Speriamo che il Comune recuperi quel bene per tutta la città», sottolineando che «nei prossimi 6 mesi ogni amministrazione dovrà fare richiesta al Ministero per aderire al prossimo bando triennale, con questo attuale che scadrà il prossimo 31 dicembre». 
    Invito rivolto così in platea anche all’ex dirigente, prossimo assessore comunale alle politiche sociali da gennaio, Teresa Bambara che dovrà così riprendere il lavoro interrotto a dicembre 2017 prima della pensione. Ritroverà beni riqualificati con fondi vincolati come il centro multiculturale nell’ex palazzo della cultura in via De Filippis, così come l’ex Teatro Russo, ad oggi ancora chiusi e da verificare dopo l’ondata di chiusure e non concessioni del biennio commissariale. Anche il contesto nazionale dopo il governo gialloverde ha lasciato in eredità due decreti sicurezza che hanno rivisto diversi aspetti del mondo dell’accoglienza, e che l’attuale Governo non ha rivisto nonostante le proteste ed i proclami iniziali dal fronte del centrosinistra.
    Si torna nell’ambito locale con Serena Peronaci, che è la psicologa del progetto, reputando che «i confronti con i rifugiati politici sono stati più formativi degli anni di università, specializzazione e dottorato di ricerca», passando poi alle testimonianze di chi dallo Sprar è passato: chi dopo 19 anni in Italia si è rivolto alla struttura, imparando a gestire eventi più quotidiani ma anche emergenze come un ictus celebrare, condannando anche episodi dell’elemosina davanti ai supermercati che non aiuterebbe ad uscire dalla condizione di bisogno; c’è chi ha conseguito un titolo di studio, trovato l’amore ed ora sta costruendo una propria famiglia dalla melanina diversa; il ruolo dei mediatori che si trovano a mutare il proprio lavoro a seconda del contesto cercando sempre di creare un rapporto di fiducia; raccontare il sociale, che spesso non trova spazio sui giornali non specializzati, se non per fatti di cronaca, aspetto che non aiuta a rompere pregiudizi e far superare le intolleranze.
    Anche per chi è venuto da un paese straniero Lamezia Terme è piena di potenzialità inesplose, e prova la stessa delusione per i disservizi esistenti o per le brutture che si vedono, arrivando anche a sposare battaglie più ampie come i diritti civili, il femminismo, le disuguaglianze sociali o la mera voglia di aspirare ad un futuro personale migliore.
     

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