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«Saremo intransigenti perché non siamo abituati ad “accordi” sottobanco o “inciuci” che sanno tanto di vecchia politica praticata a queste latitudini»

La pax politica lanciata da Mascaro non viene accolta in pieno dall’ex candidato a sindaco Eugenio Guarascio

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    «Siamo in Consiglio comunale per esercitare con rigore la nostra funzione di opposizione. Intendiamo portare avanti le istanze dei cittadini che ci hanno votato e affidato un compito fondamentale in democrazia, ovvero di controllo e di proposta», sostiene Eugenio Guarascio, entrato oggi in consiglio comunale nei banchi dell’opposizione, «il cammino che ci attende è accidentato ma avvincente e richiederà ogni nostro sforzo, finalizzato in primis a recuperare il tempo perduto. Basti ricordare che questo Consiglio comunale si è insediato diversi giorni dopo l’esito del voto, perché le verifiche e gli scrupolosi controlli della commissione elettorale hanno richiesto un lasso di tempo ben più lungo di quanto avviene in qualunque altra realtà. E già questo dato ci aiuta a capire quanto complesso sia il contesto in cui viviamo e che da oggi ufficialmente abbiamo l’onore e il compito di modificare».
    La pax politica lanciata da Mascaro non viene accolta in pieno dall’ex candidato a sindaco poiché «la città è ferma e non bastano già i primi appelli del sindaco verso una pacificazione che non può reggersi solo su dichiarazioni di principio o di facciata. Non basta dire che il Comune è in condizioni disagiate e cercare con questa scusa di coinvolgere le opposizioni a subire passivamente ogni decisione. Qui a Lamezia solo oggi, a quasi un mese dalla conclusione del voto, ci si ritrova per la prima assemblea civica. Noi saremo vigili su ogni pratica e, nel rispetto dei ruoli, saremo intransigenti perché non siamo abituati ad “accordi” sottobanco o “inciuci” che sanno tanto di vecchia politica praticata a queste latitudini». 
    Si “sgrida” anche chi ha espresso compiacimento per la composizione della giunta, sostenendo che «a noi non piacciono i salamelecchi elargiti in maniera del tutto fuori luogo anche da esponenti della sinistra che al contrario dovrebbero essere come noi vigili e non accodarsi a chi intente, in nome della pacificazione, mettere all’angolo l’opposizione senza che essa faccia fino in fondo la sua parte»

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