Passata l’Epifania, a due settimane dalle elezioni regionali, ancora in warm up la nuova amministrazione comunale

Dal punto di vista politico gruppi e commissioni da ufficializzare, da quello organizzativo soliti problemi di organico

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    Di GIANLUCA GAMBARDELLA
    Passata l’Epifania, “che tutte le feste porta via”, ora anche in via Perugini si dovrà superare la fase di insediamento natalizio e cominciare a programmare le basi dei primi veri atti amministrativi. Un mese dopo Natale arriveranno però le elezioni regionali, e non è escluso che a livello politico qualcosa possa mutare sia da un lato che dall’altro dell’assise.

    SANTINI REGIONALI ED APPOGGI NON DICHIARATI
    Se infatti la maggioranza ha continuato a tenere incontri programmatici interni (ma emergono già primi endorsement per determinati candidati in lizza il 26 gennaio, e non necessariamente un fronte comune), qualche consigliere comunale di opposizione ha da par suo fatto notare sia eventuali discrasie elettorali (salti di schieramenti da ambo i lati, consiglieri alle amministrative su lati opposti che ora si troveranno a fare campagna elettorale fianco a fianco, etc), che iniziato ad interrogarsi su quale sarà la posizione del sindaco Paolo Mascaro. Sebbene di schieramento opposto, con Oliverio il primo cittadino ha avuto rapporti istituzionali continui (anche perché, eccezion fatta per un apparizione fugace di Magno, non c’erano consiglieri regionali di Lamezia, con il geograficamente più vicino Scalzo) ma con effetti altalenanti, e quindi non è escluso anche un posizionamento più neutrale in questa competizione (diverso, forse, sarebbe stato il caso se il candidato del centrodestra alla fine sarebbe stato l’attuale sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, che non ha mai lesinato parole di miele per il rieletto primo cittadino lametino).

    GRUPPI E COMMISSIONI, LAVORI IN CORSO
    Rimane intanto un problema di organizzazione interna: i gruppi sono quelli per come decretati dalle urne, ed ufficialmente ad oggi non esiste un gruppo misto, poiché nessuno dei consiglieri entro 10 giorni dalla convalida degli eletti ha dichiarato di voler lasciare il gruppo con cui è stato eletto o di aderire ad altro (sarà compito del presidente Zaffina, nella prima seduta utile, informare il Consiglio a riguardo), né ci sono dichiarazioni ufficiali di chi siano i capogruppo (il regolamento prevede che «nei 5 giorni successivi alla prima seduta del Consiglio, si procede all’elezione del Capogruppo e a cura di quest’ultimo a dare tempestiva comunicazione al Presidente del Consiglio. In caso di mancato accordo sulla elezione del Capogruppo, svolge le funzioni di Capogruppo ad ogni fine del presente regolamento il Consigliere più anziano di età»). 
    Nessuna comunicazione neanche sulla nomina delle 7 commissioni (affari generali ed istituzionali, decentramento, personale; servizi economici e finanziari; servizi sociali, sanità, ambiente; servizi all’educazione, cultura e sport; pianificazione, sviluppo e governo del territorio; sviluppo economico ed attività produttive; politiche occupazionali e politiche giovanili) le cui sedute contribuiscono sia alla discussione dei temi sulla città che all’accumulo di gettoni di presenza dei vari consiglieri, e pone una questione matematica/finanziaria: più alto sarà il numero gruppi ufficiali più saranno i consiglieri in ogni commissione (ogni gruppo ha un proprio rappresentante), ergo maggiori costi per le casse del Comune (ma ogni eletto ha un tetto di ¼ dell’indennità del sindaco che non può superare). La maggioranza al momento ha 2 gruppi, l’opposizione 6, ma per formare un nuovo gruppo bastano 2 consiglieri (i monogruppo per come emerso dai risultati elettorali son ammessi in partenza di mandato). 

    POCA QUIETE DENTRO E FUORI VIA PERUGINI
    Mentre questa mattina il Movimento 5 Stelle ha ufficialmente illustrato il ricorso presentato al Tar per chiedere l’annullamento dei risultati delle elezioni del 10 novembre, contestate a suon di esposti a mezzo stampa in precedenza anche dall’altro escluso dal civico consesso, Massimo Cristiano, appellandosi al lungo verbale redatto dalla commissione elettorale centrale in Tribunale che nei fatti ha confermato i risultati non ufficiali scaturiti l’11 novembre (senza tralasciare i vizi di forma, calcolo, e metodo emersi in più di una sezione), è passato un mese dalla proclamazione del sindaco Paolo Mascaro, che nelle settimane successive ha prima formalizzato la giunta annunciata il 5 dicembre (con l’arrivo di Teresa Bamabara ad inizio 2020 per via dell’attesa dei 2 anni dal suo pensionamento da dirigente comunale), per poi prima di Natale veder celebrato il primo consiglio comunale della seconda amministrazione Mascaro. Da qui in poi clima festivo ma anche polemiche con strascichi di conseguenze della gestione commissariale come le luminarie last minute, il concerto di fine anno organizzato da privati (non essendoci alcun impegno di spesa previsto in bilancio) con problemi burocratici tra Comune e Vigili del Fuoco, Teatro Grandinetti scenario l’1 gennaio di 2 diversi concerti di inizio anno.
    Il giorno prima dell’ultimo dell’anno via Perugini perdeva il dirigente e comandante della polizia locale, Salvatore Zucco, trasferitosi a Reggio Calabria a dirigere il corpo dei vigili urbani dell’amministrazione Falcomatà, mentre proseguono i pensionamenti dei dipendenti. Gennaio è anche mese delle elezioni regionali, e così la macchina burocratica si è trovata in fase di nomina degli scrutatori a combattere anche con software poco collaborativi ed i consueti problemi di organico.
    Nei giorni scorsi è emersa la nuova vacatio della segreteria generale (nel primo consiglio era presente Cimino, che avrebbe dovuto aver firmato gli atti ancora non pubblicati, mentre il vicesegretario Belvedere alle prese con le incombenze elettorali in quanto dirigente ha aumentato la colonna di pratiche da dover seguire), con quindi ancora supplenti a scavallo che sopperiscono all’assenza del titolare, e mentre per il momento dovrà essere la Prefettura ad inviare nel caso nuovi sostituti solo da febbraio ci potrebbe essere una nomina più stabile scelta dallo stesso sindaco. Il mese dopo, intanto, scadrà il termine per approvare il bilancio, e qualche altro tema caldo o emergenza non è escluso riemerga.
     

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